Impera dovunque il disordine e il caos a tutti i livelli e il trionfo della morte ma…


Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Dopo il peccato delle origini, la creazione si è corrotta: non canta più la gloria di Dio, se non in modo parziale. È stata sottoposta alla vanità, dice San Paolo, e al dominio della morte, della violenza, della menzogna. Trionfa la maledizione moltiplicata a dismisura a causa delle ribellioni degli uomini a Dio. Ma il mondo intero aspetta con impazienza unera nuova, in cui sia rinnovata la faccia della terra e manifestata la libertà dei figli di Dio (cfr. Rom 8). Da Adamo in poi il peccato ha regnato nel mondo e con il peccato la morte. Ma in Cristo Gesù il mondo è stato redento ed è stato dato lo Spirito di vita, lo Spirito Santo.

Dio infatti, non ha lasciato l’umanità in preda a Satana né vuole che la maledizione regni sulla terra. Perciò ha mandato Suo Figlio e in Lui vuole rinnovare e dare vita piena a tutta la creazione, come aveva promesso per bocca dei Suoi santi Profeti e com’è nel desiderio dei giusti, che Lo onorano e accettano la Sua Legge. Gesù, Verbo di Dio fatto carne nel grembo della Vergine Maria, è morto sulla Croce proprio per ottenerci la vita nuova, data per opera dello Spirito Santo. L’Agnello immolato sull’altare del Calvario ha espiato il peccato e lo ha tolto col suo Sangue. Chi accoglie Gesù e si nutre del suo Corpo e Sangue ha già in sé la vita nuova.

Tutto l’Antico Testamento anela alla nuova creazione, che segnerà come un ritorno alle origini, alla integrità e felicità dell’Eden prima del peccato, a quella comunione con Dio che era già Paradiso in terra. Dio infatti vuole la gioia e la vita piena dell’uomo e non il dolore e la morte. La Storia sacra è un lungo cammino del Popolo eletto verso questa meta, che sarà raggiunta per mezzo del Messia. Allora vi sarà il Regno di Dio e il male sarà vinto. La prima manifestazione di questa vittoria è la risurrezione di Cristo il mattino di Pasqua. È lui la nuova creatura piena di vita divina nel corpo e nell’anima; è lui il Vivente che canta la Gloria di Dio.

Dopo di Gesù tutti i credenti in lui avranno la vita eterna. È lui stesso che lo ha promesso: “Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; Io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6,40). Egli è il buon pastore che porta le sue pecorelle ai pascoli della vita eterna: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Tutto ciò inizia col Battesimo e si consuma con l’Eucaristia. Tuttavia ancora non vediamo nel mondo i Cieli nuovi e la Terra nuova promessi, anche perché troppo pochi sono i veri cristiani.

In verità ciò che ha promesso Gesù si verificherà in pienezza all’ultimo giorno di questa era, alla sua seconda venuta nella gloria, quando istaurerà il suo Regno sulla terra. Fino ad allora il Regno patisce violenza, perché nel mondo domina Satana e il peccato. Quando egli sarà gettato fuori, le cose cambieranno completamente e nel mondo regnerà la giustizia e la pace predetta dai profeti (cfr. Is 65,17; 66,22; 2 Pt 3,13). Allora la nuova Gerusalemme fatta non da mani d’uomo, scenderà dal cielo e sarà la patria di tutti i santi segnati col sigillo degli Angeli come servi di Dio (cfr. Ap 7,3).

San Giovanni descrive nell’Apocalisse il mondo nuovo, che è difficile immaginare: “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:  «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”.  E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci» (Ap 21,1-5). Allora tutti i popoli verranno a Sion (cfr. Is 2,1-5).

La nuova creazione comincia col dono dello Spirito Santo, che viene dato a tutti i credenti in Cristo in misura varia e in maniere diverse: nel singolo credente col Battesimo e gli altri Sacramenti; nella comunità orante col dono di Pentecoste, che si rinnova nella celebrazione della Santa Messa; in tutta la Chiesa con una nuova Pentecoste annunziata da tanti carismatici, ma ancora da venire. È lo Spirito di Dio che crea cieli e terra nuova, nell’anima prima che nel corpo. I cieli nuovi sono le anime degli eletti, purificate col Sangue di Cristo e ripiene della presenza del suo Spirito; tali sono i Santi: in essi abita Dio come nel Suo Cielo. La terra nuova è il cuore degli eletti, non più sottoposto alla legge della concupiscenza insaziabile che porta al peccato, ma alla legge dello Spirito.

È questa la stupenda condizione di coloro che sono fedeli a Cristo e vivono secondo la sua parola. “A coloro che l’accolsero Egli ha dato il potere di diventare figli di Dio (Gv 1,12). “Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio” (1 Gv 3,9). Su di essi il demonio non ha potere e se mai peccano non lo fanno con un peccato che conduce a morte (cfr. 1 Gv 5,16). Essi vivono nella carità e questo dimostra che sono in Dio e Dio dimora in loro.

Nella Nuova Alleanza stipulata sul Sangue del Redentore, Dio opera una trasformazione dei cuori, come aveva promesso: “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi” (Ez 36,26-27; cfr. Ger 31,31-34). La promessa si realizza pienamente nei Santi: coloro che sono di Cristo e ricevono il suo Spirito. In loro si riproducono in qualche misura le fattezze di Gesù risorto: “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore” (2 Cor 3,18). Il cuore nuovo è quello che conosce solo la carità portata all’eccesso; lo spirito nuovo è quello che zela il Regno di Dio solo e si distacca da tutto ciò che è mondano.

Lo Spirito Santo porta i credenti a seguire Gesù nel cammino di obbedienza al Padre, fino alla morte accettata come sacrificio eucaristico. Uniti a Cristo, tutta la vita diventa un sacrificio d’amore a Dio Padre per la salvezza del mondo. È sempre lo Spirito Santo che immerge nell’amore del Padre e del Figlio e trasfigura gli eletti rendendoli conformi a Cristo Gesù. Egli concede amore, gioia e pace pur nelle più grandi prove e tribolazioni; per questi eletti le Beatitudini diventano realtà.

Il mondo ha bisogno di Santi, di persone piene di “spirito santo”, di grazia santificante, di doni e virtù soprannaturali che facciano pregustare la vita del Cielo e preannunzino la venuta del Regno di Dio, dove ci saranno “Cieli nuovi e terra nuova”. Oggi impera dovunque il disordine e il caos a tutti i livelli e il trionfo della morte (eugenetica, aborti, malattie incurabili, eutanasia, omicidi, suicidi, guerre, pulizie etniche, incidenti, cataclismi). Solo coloro che hanno la vita di grazia possono fare sperare in un mondo migliore, dove trionfi la giustizia, la vera vita e la pace.

La Madonna vuole portarci tutti nel mondo rinnovato, dove suo Figlio Gesù sarà finalmente riconosciuto come Re e Signore. Fin d’ora essa ci porta a Gesù, nascosto nell’Eucaristia, perché possiamo nutrirci del suo Corpo e lavarci col suo Sangue. Essa fa sì che si realizzi la promessa evangelica: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui”  (Gv 7,37-39). Sì, chi vive in Cristo effonde spirito santo accanto a sé, contribuisce a santificare il mondo ed annunzia i tempi nuovi del Regno.


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