La reincarnazione è una favola delle credenze orientali


Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Dopo la morte, il nostro corpo risorgerà come quello di Cristo risorto. Dal vecchio Adamo abbiamo ereditato un corpo corruttibile e mortale; dal nuovo Adamo (Cristo), datore dello Spirito, riceveremo un corpo nuovo, incorruttibile, immortale. Questo avverrà alla sua venuta nella gloria. Allora si canterà: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglio- ne?” (1Cor 15,55).

Vinta la morte, il Figlio consegnerà tutto al Padre; allora, restituiti all’unità, godremo la visione di Dio, anche con gli occhi del corpo ed entreremo nella gloria celeste, brillando come le stelle di diverso splendore.

Non sarà come la rianimazione di Lazzaro, che poi tornò a morire; tanto meno la reincarnazione come favoleggiano credenze orientali, in una infinità di altri corpi o animali o pietre.

Gesù, risorgendo non si reincarnò, ma riprese il suo corpo con le sue piaghe luminose e con il suo corpo glorioso ascese al Cielo. Con Lui vi sarà il corteo infinito dei suoi fedeli rinati alla gloria.

La parabola del seminatore ci istruisce sulla salvezza. Il seme è la Parola di Dio che viene annunziata a tutte le genti mediante la predicazione. Ma per portar frutto ci vuole il buon terreno: cuori preparati dalla buona volontà, liberati dalle pietre dei peccati e dalle male erbe dei vizi.

Solo allora la Parola porta frutti di vita eterna.

 


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