Organizzazioni e media pro-aborto temono che Trump venga rieletto


 

Di Matteo Orlando

 

“Altri quattro anni di Trump potrebbero significare altri quattro giudici della Corte Suprema pro-life e la fine della libertà riproduttiva in questo paese. Non possiamo permettere che ciò accada”.

Così ha twittato NARAL Pro Choice America. Ma, come è noto, non è l’unica organizzazione pro-aborto a temere che il presidente Trump venga rieletto.

“NARAL Pro-Choice America e i nostri 2,5 milioni di membri si sono impegnati a spingere il vicepresidente Biden alla vittoria questo novembre e a lavorare con la sua amministrazione per proteggere ed espandere l’accesso alle cure per l’aborto e al controllo delle nascite”, aveva detto lo scorso luglio il presidente di NARAL Ilyse Hogue.

NARAL ha sempre dato i suoi voti a Joe Biden, sia al Senato che alla vicepresidenza.

Anche Kamala Harris, la candidata alla vicepresidenza, durante il suo mandato al Senato degli Stati Uniti, ha ottenuto buoni voti dalla NARAL.

Sul suo sito web, NARAL chiarisce che “valuta molto i candidati che rendono l’assistenza sanitaria delle donne, compreso l’accesso all’aborto, una priorità”.

Intanto è morta Ruth Bader Ginsburg, il giudice più progressista della Corte Suprema degli Stati Uniti. E adesso si deve capire se Trump farà in tempo a nominare alla Corte Suprema degli Stati Uniti un nuovo giudice conservatore pro-life prima delle elezioni di novembre, portando così a 6 i giudici con orientamento repubblicano, contro i tre con orientamento democratico.


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