Quei catto-comunisti che non sanno distinguere il bene dal male


Di Patrizia Stella

 

Quando qualcuno di noi, pochi coraggiosi e sparuti “contestatori” osa manifestare il proprio parere con una certa doverosa e fondata indignazione affermando che l’Italia, “grazie” ai governi di sinistra di questo ultimo decennio, al di là del crollo economico da non trascurare, da baluardo che era della cristianità e dei valori non negoziabili, si vede ora in balia di chi la vuole incarcerare o esiliare in moderni gulag per il reato di opinione previsto dall’ultima legge Zan-Scalfarotto, Salvati cielo!

I primi ad opporsi a tali dichiarazioni per loro “farneticanti”, forse perché hanno interesse a mantenere le loro povere sicurezze accumulate a forza di compromessi, sono proprio i preti e le suore o certi cattolici “perbene”, i cosiddetti catto-comunisti benestanti (non tutti grazie a Dio), quelli che hanno la loro famiglia regolare, non divorziata, ottimo lavoro tutto a posto, che vanno in chiesa, che nutrono un odio viscerale per la destra e chi rappresenta il cambiamento, mentre invece sono fieri di aver votato e di continuare a votare prima il PC (Partito comunista) poi il DS (Democratici di Sinistra) e al momento il PD (Partito Democratico) tutti nomi di partiti che, assieme ad altri corollari minori, conducono comunque allo stesso identico calderone di quella perversa ideologia comunista-marxista-atea, ultimamente peggiorata grazie al sostegno demenziale del movimento 5 Stelle.

Infatti quando il male, o la confusione, o l’ignoranza, o il pregiudizio, o quant’altro prendono lentamente il sopravvento nella nostra vita, e non preghiamo più, e non ci accostiamo più ai Sacramenti, si intorbidisce anche la nostra intelligenza con la sua capacità di distinguere il bene dal male, l’utile dal dannoso, l’inganno dalla verità, il vizio dalla virtù… col rischio di finire nel baratro facendo il gioco del diavolo, perché senza i “Sette Doni dello Spirito Santo”, tra cui il Dono della Sapienza e dell’Intelletto (oltre a quelli del: Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio) non siamo più in grado di scegliere il bene neppure per noi e i nostri figli, figuriamoci quando dobbiamo dirigere un’azienda, o Comune, o Nazione, o Parrocchia, o Diocesi o addirittura tutta la Chiesa Cattolica. E’ il massimo della catastrofe spirituale e morale e anche materiale.

 


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