Sia Marx che Nietzsche hanno combattuto l’Ordine


Di Martino Mora

Se Marx è un pensatore anti-metafisico, Nietzsche è un pensatore contro-metafisico.

Mentre l’ateismo radicale del primo non si capovolge in una metafisica di segno opposto (avrebbe riso della pretesa nicciana di contrapporre Dioniso al Crocifisso, o di scrivere un libro intitolato “L’Anticristo”), l’atesimo radicale del secondo si trasforma in una contrometafisica che fa del Caos, delle tenebre, dell’irrazionalità e dell’istinto la realtà vera delle cose.

Marx ha irriso il bisogno di spiritualità e trascendenza. Nietzsche l’ha capovolto.

Intendiamoci: entrambi portano l’antropocentrismo ai suoi estremi (in fondo anche l’uomo della società comunista diventa Superuomo).

Ma mentre Marx rimane all’interno di una visione messianica che ne fa l’eponente di un giudaismo politico materialista completamente secolarizzato, Nietzsche va ben oltre e giunge, anticipando il discepolo Bataille che si spingerà ancora più avanti, alle soglie di quella porta che conduce a quel “dio che è il rovescio di Dio”.

Sia Marx che Nietzsche hanno combattuto l’Ordine. Ma mentre il primo lo ha fatto in una dimensione prevalentemente sociale e politica, Nietzsche ha di fatto proposto, seppure in maniera non programmatica, una contro-spiritualità.

Marx è il profeta del comunismo novecentesco, Nietzsche della Controchiesa.


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