Il peccatore fa del suo peccato la sua lucerna e giudica secondo la sua convenienza


Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Si può vivere da stolti o da saggi, da buoni o da malvagi. Le due vie però, hanno esiti differenti.

“Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta” (Pro 21,2). Il peccatore fa del suo peccato la sua lucerna e tutto giudica secondo la sua convenienza e non secondo Dio. Questa è stoltezza, perché c’è chi scruta i cuori.

“L’anima del malvagio desidera fare il male, ai suoi occhi il prossimo non trova pietà” (v. 10). Inevitabilmente, chi cerca il suo interesse, non vede i bisogni degli altri e vuole arricchirsi. “Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta” (v. 13).

Chi confida nel denaro, cerca di accumularlo, per non dover patire il bisogno di qualche bene; ma questa è stoltezza, perché è facile per Dio far arricchire o impoverire qualcuno. La vita ci serve per diventare saggi e buoni.

“Accumulare tesori a forza di menzogne è futilità effimera di chi cerca la morte” (v. 6).Senza Dio non c’è felicità né sapienza.

Gesù considera veri figli di Dio e quindi suoi consanguinei non quelli legati a lui da vincoli carnali, in cui non c’è alcun merito e può del tutto mancare l’unità di spirito, ma quelli che “ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Egli è la Parola vivente: “A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).


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