Chi non ama la verità non cerca l’Assoluto e lo disprezza


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Chi ama la sapienza, se ne vede radicalmente sprovvisto.

“Chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno?Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra?” (Pro 30,4).

Il saggio si umilia, perché sa di essere un nulla. Egli va cercando quella parola che esce dalla bocca dell’Altissimo, che è oro colato, l’unica che non mente e non delude. La gustano solo coloro che amano la verità.

Chi non ama la verità non cerca l’Assoluto e lo disprezza. Così fu Pilato e i Sommi Sacerdoti al tempo di Gesù, Verbo fatto carne.

La Parola di Dio dev’essere cibo quotidiano, insieme all’Eucaristia. “Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane” (v. 8), chiede il saggio.

Nell’Ultima Cena, il Dio-Uomo darà il suo “pane” e il suo “vino” per il banchetto della divina Sapienza. Il Nemico fa di tutto per impedirne la partecipazione; beati coloro che vi accedono: non patiranno fame in eterno.

L’apostolo è mandato a prolungare l’opera di Cristo: annunciare il Regno di Dio, guarire i malati, cacciare i demoni.

Se mancano conversioni, guarigioni e liberazioni, come si può dire che lì opera Cristo? Per questo le chiese si svuotano e sono desolate.

Mancano santi sacerdoti; ma guai ai cuori che non si aprono al Vangelo!

 


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