Ecco i 5 attentati alla vita che oggi spopolano


Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

La vita nasce dall’amore di Dio che ci crea uno per uno e dall’amore dei genitori che ci hanno accettato per figli e va a sfociare nell’Amore, in quell’Amore che ci ha generati e che ci abbraccerà alla fine dei nostri giorni. Lorizzonte della vita conduce dunque all’amore: La via sicura è sempre lamore. Chi non ama non ha conosciuto Dio e rimane nella morte. L’amore invece dà la vita e la promuove in forme sempre più belle e feconde. Uscire da questo orizzonte è votarsi al fallimento. Ciò che spegne l’amore uccide la vita, l’opprime, la distrugge. Questo fa l’egoismo, la menzogna, la violenza, l’avarizia, l’invidia, la gelosia, il divorzio, l’aborto, l’euta-nasia. Tutte le leggi umane e i comportamenti non basati sull’amore sono fuorvianti e dannosi per il singolo e per la società. Solo chi ama rispetta la vita.

Qual è la nostra missione, il nostro compito assegnato dal Creatore? Esso differisce da persona a persona: ogni uomo che viene al mondo ha dei talenti particolari, idonei per quel compito che il Padre eterno gli assegna. Ma per tutti si può dire che il principale compito è amare, fare della propria vita un dono di amore agli altri. D’altro canto è proprio questa la legge di Dio. Ogni uomo non deve imparare cosa più importante di questa da fare nella vita: amare tutti quelli che Dio gli farà incontrare, volere il loro bene, dargli aiuto e comprensione, ascolto e cura, interesse e collaborazione a fare il bene e limitare il male. Se l’ uomo impara ad amare, così come Gesù e i Santi ci dimostrano, egli alla fine della sua esistenza vedrà Dio e sarà abbracciato dal Padre e riconosciuto come Suo vero figlio, degno di abitare con Lui per tutta l’eternità. Dio, infatti, è Amore, ci dice San Giovanni; “chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (cfr. 1 Gv 4,16). Vi sono purtroppo oggi tanti attentati alla vita, negazioni radicali del dono che ci fa essere uomini e donne. È utile passarne in rassegna alcuni più frequenti, per sapere come valutarli.

Enumeriamo in particolare l’aborto, le coppie di fatto, l’inseminazione artificiale, la clonazione, i rapporti sessuali prematrimoniali.

L’aborto in particolare è negazione del dono della vita, è la violenza estrema fatta da una madre a suo figlio, la sentenza di morte ad un innocente, è il più radicale atto di guerra consumato dentro la famiglia, che dovrebbe essere la culla della vita e dell’amore. Rendere lecito l’aborto significa giustificare la più grande ingiustizia e la più grande violenza che si possa fare ad un essere umano: negargli di vivere dopo di averlo procreato. Se questo fosse stato fatto a noi, non saremmo mai nati. Il che non è proprio un bene! La vita è il bene primordiale; è il primo diritto di un essere umano; poi vengono tutti gli altri!       Gli abortisti si difendono dicendo che ciò che nasce e cresce nel grembo della donna all’inizio non è un bambino, ma solo un prodotto del concepimento. Così si credono autorizzati ad eliminarlo senza scrupoli, se uno non l’accetta. Essi preferiscono parlare di interruzione volontaria della gravidanza, piuttosto che di aborto. Ma la realtà non cambia: l’aborto volontario è soppressione di una vita innocente. Chi lo fa, si macchia di un crimine davanti a Dio e porta avanti una civiltà disumana in cui si rende lecito sopprimere i più deboli! Ciò porta la maledizione di Dio, perché il sangue innocente grida vendetta a Dio (cfr. Gen 4,10).

Le coppie di fatto (le “Unioni Civili“, i “Pacs” o i “Dico”) non promuovono l’amore, perché non permettono di fare il dono irrevocabile di sé: si basano sulla precarietà del vincolo e non accettano di fare il dono definitivo. Inoltre hanno paura di generare, di dare la vita ai figli, proprio per la revocabilità del consenso e lo scioglimento del vincolo. Se poi si tratta di due gay o lesbiche, la loro unione è di per sé infeconda e innaturale: se fosse generalizzata porterebbe in breve all’estinzione del genere umano. Lo Stato anziché creare unioni innaturali e infeconde, provvisorie e solubili, dovrebbe invece aiutare chi si impegna sulla via dell’amore vero, pieno, irrevocabile, fecondo, datore di vita e di valori perenni. Chi è omosessuale o bisessuale o transessuale va aiutato e curato con gli opportuni rimedi (medici, psicologici e spirituali), perché si tratta di cosa non “naturale”.

Il Creatore infatti, ci creò “maschio e femmina” (Gen 1,27): questo è il modulo giusto della coppia. E vuole che l’uomo lasci suo padre e sua madre e si unisca alla sua donne e che essi facciano un corpo solo (cfr. Gen 2,24).

L’inseminazione e i figli in provetta non sono degni dell’uomo e perciò non possono nascere dall’amore, ma dall’egoistica ricerca di un figlio a tutti i costi o di un figlio selezionato tra tanti embrioni da buttare. Siamo arrivati alla banca del seme, alla fabbrica dei figli a piacere, agli embrioni in freezer, alla perdita della dignità del procreare, alla privazione dell’atto coniugale: l’unico che garantisca il vero padre e la vera madre al bambino procreato, il quale ha diritto di essere generato come natura comanda e di avere la certezza del padre e della madre. Ne va della sua identità e della sua dignità. L’amore vero invece, dà centralità al piccolo e ricerca solo ciò che meglio lo fa vivere. Ogni bambino deve essere garantito nei suoi diritti umani. Il più fondamentale è quello di essere concepito in modo umano, cioè in un atto coniugale di suo papà e sua mamma. Si devono porre dei limiti alla pretesa degli uomini e all’ applicazione delle conoscenze scientifiche, altrimenti cadiamo nell’arbitrio e nel caos. Non esiste un diritto ad avere un figlio in qualsiasi modo, ma esiste un dovere di generare un figlio rispettando la sua dignità: essere generato come ogni altro essere umano e non in laboratorio; essere generato da un padre e madre certi e unici; essere accolti nella propria famiglia, fondata sull’unione stabile dei genitori. Inoltre, il medico non è un dio: non gli è lecito manipolare un altro essere umano come l’embrione. Deve ricordarsi che anche lui fu un embrio-ne e venne accolto nel grembo di sua madre senza discriminazione e per amore. Ogni concepito ha diritto a vivere. Questo diritto non è solo per i sani, ricchi e fortunati!

La scienza deve andare sempre avanti, ma non si può realizzare tutto ciò che salta in mente di fare. Lo scienziato deve rispettare la legge naturale, oltre le leggi dello stato in cui vive. Oggi si parla di clonazione umana: il tentativo di riprodurre un essere uguale a se stessi, da cui prelevare al bisogno organi e tessuti per sostituire quelli malati e non avere rigetto. Ma l’essere clonato è o no un essere umano? Ed è giusto trattare un essere umano, anche se embrione o feto, come un serbatoio di cellule e tessuti? La clonazione è un goffo tentativo di essere immortali, senza dover ricorrere al Creatore, all’unico che possiede in Sé la vita e può darla quando e come vuole. L’uomo non è Dio!

I rapporti (sessuali) prematrimoniali sono diventati oggi molto frequenti tra i giovani, a causa non solo dell’eccessiva libertà di cui godono, della lontananza dei genitori, del costume corrente, ma soprattutto a causa della separazione del gesto sessuale dal suo contesto proprio, che è quello del matrimonio, e dal suo legame col dono della vita. Oggi, purtroppo, il sesso è molto banalizzato: molti lo vedono come un semplice scambio affettivo, pur se intimo. E lo si ritiene cosa buona, se il partner ci sta, e utile a rinsaldare il legame affettivo tra i due. Non si pensa affatto che per un incontro sessuale ci sia bisogno della stabilità del vincolo coniugale e del pensiero ai figli che ne possano venire.


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