San Giuseppe è stato il ministro del sacro rito della circoncisione di Gesù


Informazione Cattolica vi offre una pagina al giorno (in una nostra versione nell’italiano odierno) del libro scritto da San Giovanni Bosco, nel lontano 1867, ma tuttora attuale, sulla VITA DI SAN GIUSEPPE SPOSO DI MARIA SANTISSIMA «PADRE PUTATIVO DI GESÙ CRISTO».

Et vocavit nomen eius Iesum” (“E gli pose nome Gesù”, MT. I,25).

L’ottavo giorno dopo la nascita si dovevano circoncidere i figli d’Israele per espresso comando da Dio fatto ad Abramo, affinchè vi fosse un segno che ricordasse al popolo l’alleanza da Dio giurata con lui.

Maria e Giuseppe intendevano molto bene che tal segno non era per nulla necessario a Gesù. Questa dolorosa funzione era una pena che conveniva ai peccatori, ed aveva per scopo di cancellare il peccato originale. Ora Gesù essendo il santo per eccellenza, il fonte d’ogni santità non portava con se alcun peccato che abbisognasse remissione. D’altronde egli era venuto al mondo per miracoloso concepimento, e non aveva da sottostare a veruna delle leggi che riguardavano gli uomini.

Tuttavia Maria e Giuseppe ben sapendo che Gesù non era venuto a sciogliere la legge, ma ad adempierla; che veniva per recare agli uomini l’ esempio della perfetta obbedienza, disposto a soffrire tutto ciò che la gloria del Padre Celeste e la salute degli uomini gli avrebbe imposto, non ristettero dal compiere sul Divino fanciullo la penosa cerimonia.

Giuseppe il santo Patriarca è il ministro ed il sacerdote di quel sacro rito. Eccolo che cogli occhi molli di pianto dice a Maria: « Maria, ora è tempo che ci accingiamo a compiere in questo benedetto tuo figliuolo il segnacolo del nostro padre Abramo. Io mi sento perdere il cuore nel pensarvi. Io metter il ferro in queste carni immacolate! Io trarre il primo sangue di questo agnello di Dio; oh se tu aprissi la bocca, o bambino mio, e mi dicessi che non vuoi la ferita, oh come lancerei lontano da me questo coltello, e godrei che tu non la volessi! Ma io vedo che tu mi domandi questo sacrificio; che vuoi patire. Sì, o bambino dolcissimo, noi patiremo: tu nella tua carne mondissima; Maria ed io nei nostri cuori. »

Giuseppe intanto aveva compiuto il doloroso ufficio offrendo a Dio quel primo sangue in espiazione dei peccati degli uomini. Poi con Maria lacrimosa e piena d’affanno per il patimento del suo Figlio aveva ripetuto: «Gesù è il suo nome, perchè Egli deve salvare il suo popolo da’  suoi peccati: vocabis nomen eius Iesum; ipse enim salvum faciet populum suum a peccatis eorum».

O nome santissimo! o nome sopra ogni nome! quanto convenientemente in questo momento tu sei per la prima volta pronunciato! Dio volle che il bambino venisse chiamato Gesù allor quando incomincerebbe a sparger sangue, perchè se egli era e sarebbe Salvatore, ciò era appunto in virtù e per effetto del suo sangue, per cui entrò nel santo dei santi una volta sola e con il sacrificio di tutto se stesso consumava la Redenzione d’Israele e di tutto il mondo.

Giuseppe fu quel grande e nobile ministro della Circoncisione per cui si diede al Figliuol di Dio il suo proprio nome. Giuseppe ne ricevette la relazione dall’angelo, Giuseppe lo pronunciò il primo fra gli uomini, e al pronunziarlo accadde che gli angeli tutti s’incurvassero, e che i demoni sorpresi da straordinario spavento, anche senza intendere il perché, cadessero adorando e si nascondessero nel più profondo dell’ inferno.

Gran dignità di Giuseppe!

Grande obbligazione di ossequio che noi gli abbiamo per aver egli il primo chiamato Redentore il Figlio di Dio, ed egli il primo aver cooperato col santo ministero della circoncisione a farcelo Redentore.


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