Se la vita terrena non sbocca in cielo tutto è perso!


Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità!”.

Ormai al tramonto della vita, il saggio guarda con occhio disincantato a tutte le vicende del passato per cercarne il senso.

Tutto sembra passare come il vento; ci si affanna per molte cose, ma alla fine tutto ti scappa di mano. Anche il sole, i fiumi, i mari, i venti hanno un moto che mai si placa e non sembra giungere ad un fine.

Le generazioni si susseguono e nulla resta degli antichi e così sarà di noi.

“Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole” (Qo 1,9).

Chi si pone a riflettere sul senso della vita, arriva alla domanda radicale: “Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?” (Qo 1,3).

Se la vita terrena non sbocca in cielo, tutto è perso! E così oggi vive la gran parte della gente: come se Dio non ci fosse, come se non fossimo destinati a vedere il suo volto. Beati quelli che incontrano Gesù, l’Alfa e l’Omega della vita.

Il passaggio di Gesù fu costellato di guarigioni, liberazioni, conversioni, risurrezioni; la sua parola incantava e rivelava il vero senso della vita, che è giungere a Dio. Le folle accorrevano, ma non tutti si convertivano.

Anche Erode inquieto si chiedeva chi fosse costui e voleva vederlo; ma non si convertì. Così molti che cercano miracoli.


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