Oggi tanti cristiani odiano la croce


Di Padre Giuseppe Tagliareni

25.09.2020 “C’è un tempo per ogni cosa” (Qo 3,17): nascere e morire, piantare e sradicare, amare e odiare, costruire e demolire, tacere e parlare, raccogliere e gettare, ridere e piangere, abbracciare e astenersi…

Dio “ha fatto bella ogni cosa a suo tempo” (v. 11) e ci mette alla prova. “Il giusto e il malvagio Dio li giudicherà” (v. 17). Egli vuole che lo si tema. Ma non si può capire il disegno di Dio.

Una stessa sorte è assegnata al saggio e allo stolto: entrambi moriranno e quel giorno svaniranno tutte le loro fatiche.

L’uomo vede lo scorrere del tempo ed ha nel cuore la nozione dell’eternità, ma vede che al posto della giustizia c’è l’iniquità. In verità, il senso della vita non sono le gioie della terra, le ricchezze o i piaceri: tutto passa e presto si arriva alla fine.

Non è sulla terra la ricompensa dei giusti, anche se la Provvidenza non cessa di dare i suoi beni. La nostra anima è fatta per l’immortalità e in Cristo il nostro corpo risorgerà. Qui c’è la chiave di tutto.

Gli ebrei aspettavano un Messia con la spada di Davide in pugno, per instaurare un regno eterno, secondo le promesse e dominare il mondo.

Gesù rivela ai suoi che non con la spada, ma con la croce Egli assumerà la sua corona e si siederà sul suo trono.

Per questo gli ebrei lo rifiutarono; e così oggi tanti cristiani: odiano la croce.


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