Non si può vivere bene senza il santo timore di Dio


Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza” (Qo 12,1), prima che ritorni la polvere alla terra e il soffio vitale torni a Dio. “Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio” (11,9).

Non si può vivere bene senza il santo timore di Dio, perché quando moriremo e il nostro corpo tornerà alla polvere da cui fu tratto, ci presenteremo al giudizio di Dio.

Se arrivi alla vecchiaia, conoscerai la debolezza, l’infermità, l’inarrestabile spegnimento degli interessi vitali. “Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio” (11,10).

“Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo” (12,13). Sì, il santo timore di Dio è il principio della vera sapienza; maggiore sapienza tuttavia è l’amore, compendio di tutta la Legge.

Era scritto che il Cristo doveva patire, prima di entrare nella sua gloria. Le folle, vedendo i suoi miracoli lo osannava; lo stupore per la sua grandezza contagiava tutti, a cominciare dai suoi discepoli. Ma Gesù non illude nessuno: il Figlio dell’uomo sarà rigettato da questa generazione e molto dovrà patire. Come il Cristo, così la Chiesa sua sposa.

 


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