La pandemia ‘smaschera’ una delle lacune della nostra Italia: il Sistema sanitario nazionale


Di Emanuela Maccarrone

Ancora una volta è la pandemia a ‘smascherare’ le lacune della nostra Italia; è il caso del Sistema sanitario nazionale per le quali il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha sollevato la questione in audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato, come riportato da RaiNews in un recente articolo.

Il punto fondamentale sul quale punta il Ministro è di rafforzare le strutture territoriali in modo da offrire ‘negli ospedali le cure per le patologie acute e nei territori le cure primarie e l’assistenza’.

Speranza sostiene la necessità di: ‘ricominciare a pensare e costruire un Servizio Sanitario Nazionale prossimo, vicino, capace di essere il più possibile nell’immediatezza delle esigenze del cittadino’; un sistema sanitario che ruoti intorno al rapporto cittadino-paziente e non viceversa.

L’obiettivo a cui punta Speranza è quello di dotare il Paese di una rete di servizi territoriali, interconnessi e multidisciplinari.

Per raggiungere questo fine il Ministro punta sul Recovery fund, un fondo costituito dall’Ue per la ripresa economica composto da una parte a fondo perduto e una parte da restituire, in attuazione di quel diritto alla salute tutelato dagli articoli 3 e 32 della Costituzione, un diritto, come sostiene lo stesso Speranza, che “va garantito indipendentemente da condizioni di reddito, sociale, territoriale, anagrafico. Garantire un effettivo universalismo della nostra sanità pubblica”.

Con queste affermazioni, naturalmente, non si può non essere d’accordo. L’unico piccolo problema è che si tratta di propositi. Nel dettaglio, caro ministro, come intende procedere?

 


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