Shemà. Oggi preghiamo San Girolamo perché ci ottenga la grazia di meditare la Sacra Scrittura


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 9,57-62 mercoledì 30 settembre 2020

Memoria di san Girolamo

Girolamo è stato un sacerdote e dottore della Chiesa, nato in Dalmazia, l’odierna Croazia, compì i suoi studi e fu battezzato da adulto a Roma. Uomo di grande cultura, abbracciò la vita ascetica e fu poi ordinato sacerdote in Oriente. Tornato a Roma, divenne segretario del papa Damaso. Tornò poi a Betlemme di Giuda, dove si stabilì fino alla sua morte vivendo come monaco e dedicandosi alla traduzione in latino delle  Sacre Scritture. A lui viene attribuita la traduzione in latino della Bibbia detta “Vulgata” che venne diffusa nei monasteri perché venisse studiata e meditata dai monaci in tutta Europa e nel mondo. Il vangelo di oggi ci fa meditare proprio sulla radicalità che esige la vita cristiana.

San Girolamo, come tanti santi, venne affascinato dalla radicalità che esigeva ai suoi tempi la vita ascetica, eremitica e monastica e in questo Vangelo vengono enunciate almeno tre caratteristiche che determinano la sequela di Gesù e che non possono che affascinare anche noi, speriamo allo stesso modo in cui affascinarono San Girolamo! Se non altro per poter ricevere da lui il grande amore che lui aveva per il Signore attraverso la frequentazione della Sacra Scrittura, che resta sempre un dono prezioso per tutti noi che crediamo nella potenza vivificante delle parole di Gesù.

Tre caratteristiche che possiamo riconoscere in noi o rispetto alle quali dovremmo misurarci, per seguire meglio il Signore e vivere pienamente il nostro battesimo:

1. il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo: chi segue Gesù sa di non avere nessuna certezza, nessuna sicurezza perché la vita di fede è una vita di affidamento.

2. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio: chi segue Gesù sa rinunciare a ciò che impedisce l’annuncio del Regno di Dio, perché la vita di fede è vita di libertà, di continue scelte verso la novità, e le scelte libere si fanno per amore, non per dovere.

3. Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio: colui che si è affidato a Gesù e ha fatto delle scelte d’amore, chi ha saputo affidarsi all’amore di Dio, non può che andare avanti e avere sempre lo sguardo fisso verso il futuro.

Ricorderò sempre un dialogo avuto un giorno con una donna eremita quando ero in Francia. Era una donna di preghiera, che aveva deciso di ritirarsi in preghiera dopo tanti anni di vita molto attiva: aveva avuto due figli, entrambi consacrati al Signore, ed era rimasta vedova dopo che il figlio più piccolo era entrato in convento. Nel suo eremo leggeva la Scrittura, pregava diversi rosari al giorno e riceveva persone che andavano a chiederle preghiere. Non dimenticherò mai le sue parole: “Ricordati sempre di tutto ciò che il Signore ha fatto nella tua vita” mi disse: ” Se farai questo ogni giorno, ti accorgerai presto che la memoria passa per il cuore, ricordare è una questione di cuore! Ti accorgerai che il cuore è sempre avanti: la mente ti porta indietro, ma il cuore non guarda mai indietro perché l’amore di chi ti ama non è mai nel passato, è la forza del presente e ti porta nel futuro. L’amore non può che essere futuro, non può che essere una promessa“. Mi disse questo e poi rientrò nella sua cella. Fu un dono per me averla incontrata. Non era una donna conosciuta, era una donna di preghiera, nascosta nel silenzio di una piccola casa in mezzo alla foresta del nord della Francia.

Quante anime belle ci sono sulla terra che con la loro preghiera ci danno la forza di seguire Gesù! Ecco, allora oggi  preghiamo San Girolamo, che ci doni la grazia di meditare questo testo del Vangelo e gustare la grazia di essere  anche noi, nel nostro quotidiano, in questo giorno, nel nostro lavoro,  partecipi di un amore eterno, un amore che ci chiama a guardare al futuro senza cadere nella tristezza, ma sempre, con Gesù nel cuore,  con gioia e speranza. Buona giornata!

 

IL COMMENTO IN VIDEO: https://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 

LE LETTURE DEL GIORNO

 

Prima Lettura
Dal libro di Giobbe 9, 1-12.14-16

Giobbe rispose ai suoi amici e prese a dire:
«In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio?
Se uno volesse disputare con lui,
non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille.
Egli è saggio di mente, potente di forza:
chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo?
Egli sposta le montagne ed esse non lo sanno,
nella sua ira egli le sconvolge.
Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.
Comanda al sole ed esso non sorge
e mette sotto sigillo le stelle.
Lui solo dispiega i cieli
e cammina sulle onde del mare.
Crea l’Orsa e l’Orione,
le Plèiadi e le costellazioni del cielo australe.
Fa cose tanto grandi che non si possono indagare,
meraviglie che non si possono contare.
Se mi passa vicino e non lo vedo,
se ne va e di lui non mi accorgo.
Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?
Chi gli può dire: “Cosa fai?”.
Tanto meno potrei rispondergli io,
scegliendo le parole da dirgli;
io, anche se avessi ragione, non potrei rispondergli,
al mio giudice dovrei domandare pietà.
Se lo chiamassi e mi rispondesse,
non credo che darebbe ascolto alla mia voce».

 

Salmo Responsoriale
Sal 87

RIT: Giunga fino a te la mia preghiera, Signore.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti?
O si alzano le ombre a darti lode?

Si narra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà nel regno della morte?
Si conoscono forse nelle tenebre i tuoi prodigi,
la tua giustizia nella terra dell’oblio?

Ma io, Signore, a te grido aiuto
e al mattino viene incontro a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi?
Perché mi nascondi il tuo volto?

Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 9, 57-62

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

 

GIULIVA DI BERARDINO*

 

* Giuliva Di Berardino, laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la “Licenza ad docendum” in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Dopo aver vissuto alcuni anni in Francia,insegna danza di lode e di adorazione. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia” (ed. dell’Immacolata), in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. Insegnante Religione Cattolica nella scuola pubblica ed è Pedagogista del movimento e liturgista.

 


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