Guai a dire: “Continuiamo a peccare, tanto Dio perdona sempre!”

Di Padre Giuseppe Tagliareni

 

Giobbe ha la sua buona coscienza e si vede gettato nella miseria e nell’angoscia, mentre i malvagi prosperano. Perché Dio tratta così i suoi amici?

“Se almeno mi ascoltasse!… L’Onnipotente mi risponda” (Gb 23, 6.31,38). “Il Signore prese a dire a Giobbe in mezzo all’uragano: Quando ponevo le fondamenta della terra, tu dov’eri?… Chi ha chiuso tra due porte il mare?… Hai mai comandato al mattino e assegnato il posto all’aurora?… Ti sono state svelate le porte della morte?… Per quali vie si diffonde la luce, da dove il vento d’oriente invade la terra?… Conosci tu le leggi del cielo o ne ap plichi le norme sulla terra? (38,1.4.8.12.17.24.33).

Messo di fronte a Colui che con infinita sapienza e potenza ha fatto il cielo e la terra e regge tutte le creature, Giobbe si pone la mano alla bocca: “Ecco, sono ben meschino. Che ti posso rispondere?” (40,4). Bisogna che di Dio ci si fidi sempre, perché Egli è buono e non inganna nessuno.

L’Occidente una volta cristiano, è tornato pagano. Molti vivono come se Dio non ci fosse e quelli che hanno fede prendono la misericordia in overdose: “Continuiamo a peccare, tanto Dio perdona sempre!”.

Anche oggi Dio manda i suoi servi a scuotere i dormienti nel sonno del peccato: guai a chi li disprezza! Viene l’ora del suo giudizio!

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