I salmoni ci insegnano che nessun pericolo deve condizionare la volontà di una risalita


Di Nicola Sajeva

 

Non mi soffermerò ad illustrare elementari notizie di carattere ittiologico, non tenterò nemmeno, considerato i miei limiti culturali, di profanare con una ricerca improvvisata le leggi della sopravvivenza che regolano la vita del regno animale; cercherò solo di riscontrare elementi di comportamento che, innestati nella nostra quotidianità possono determinare sicuramente una vera crescita culturale. Sono state per me motivo di profonda riflessione le sequenze, a volte molto drammatiche, delle scene dei salmoni che, per raggiungere le fresche acque dell’alta montagna, dove preferiscono deporre le uova, affrontano mille difficoltà e pericoli e tra questi l’eventualità di costituire pasto gradito per gli orsi che, sornioni, stazionano proprio in quei punti dove i salmoni sono costretti a guizzare fuori dall’acqua per guadagnare una rapida o una piccola cascatella.

Dal mare verso la montagna, dal basso verso l’alto, una difficile corsa controcorrente. Nulla riesce a fermali, a dissuaderli, a demotivarli: la risalita deve essere tentata, la meta deve essere raggiunta la riproduzione della specie deve essere assicurata.

Andare controcorrente è proprio il messaggio dei salmoni anadromi che si differenziano dagli altri della stessa specie che hanno invece abitudini stanziali. Anadromo, che va controcorrente: è questo l’aggettivo di cui desideriamo mettere in evidenzia le grande peculiarità. Vivere controcorrente non significa entrare nel goffo e grossolano personaggio del bastian contrario, ma riuscire ad imboccare la giusta strada di una originalità costruttrice di comportamenti ricchi di contenuti spirituali e portatori di valori importanti.

Le degradanti comodità offerte da un livellante conformismo, le banalità che continuamente intossicano e deprimono le nostre capacità intellettive, le trappole inesorabili tese dalle smaliziate centrali commerciali, tentano di indirizzare i nostri passi verso una camera mortale: compra, conquista, accumula, dimostra, emergi, fatti furbo, non cedere, metti a tacere il tuo cuore, dimostra di potere fare a meno di Dio. Andare controcorrente significa smontare ad uno ad uno questi modi di essere, significa disinnescare la loro falsa positività, significa scegliere tra il volare alto dell’aquila e l’umiliante strisciare del serpente. Andare controcorrente significa essere decisi ad affrontare le situazioni meno condivise, significa rischiare di cadere negli artigli dell’orso di turno che cerca di sorprenderci proprio quando usciamo fuori allo scoperto, quando tentiamo quel colpo di reni che ci può permettere di attuare nella nostra vita il salto di qualità.

I salmoni ci insegnano che nessun pericolo deve condizionare la volontà di una risalita, nessun rischio deve compromettere la nostra sopravvivenza come uomini protagonisti nella costruzione della società.

I valori oggi hanno perduto gran parte della loro capacità di penetrazione nel contesto sociale: nella migliore delle ipotesi diventano argomento su cui disquisire stando comodamente seduti nelle poltrone dei nostri salotti dove l’aria condizionata riesce a creare oasi di avvolgente benessere.

Una volta… una volta… è questo il ritornello che fa da sfondo quando tentiamo di recuperare, di raccogliere argomentazioni che possono permetterci di mettere in evidenza la nostra acuta conoscenza del problema offerto alla riflessione dei presenti.

Al momento di “quagliare” vengono fuori perplessità, smarrimento strategico, disorientamento: non si riesce a capire che dietro ad ogni valore c’è un sacrificio da affrontare, c’è una scelta da prendere in seria considerazione, c’è, oggi più che mai, una strada controcorrente da seguire, c’è un fiume da risalire dove i nostri cari salmoni sono sempre disponibili a regalarci il loro grande messaggio.


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