Esaminiamo la tattica satanica. Conoscerla bene ci è utile per non cedere ai suoi allettamenti


Di Padre Giuseppe Tagliareni

«Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza» (Gen 3,1-6).

Il testo biblico racconta la prima tentazione che portò alla colpa delle origini e all’entrata di Satana nella storia umana come padrone e tiranno malefico, autore di ogni male e istigatore di ogni peccato. La sua tattica diabolica fu vincente, nonostante la grande sapienza dei progenitori. Essi l’avrebbero facilmente vinto, se fossero rimasti obbedienti a Dio: avrebbero respinto l’attacco del bugiardo, ponendo le sue false promesse davanti alle parole di Dio, che non può certo mentire. Purtroppo, non fu così. Essi si lasciarono adescare e disubbidirono.

Esaminiamo la tattica satanica. Conoscerla bene ci è utile per non cedere ai suoi allettamenti e non vedere la morte. Infatti, al peccato è sempre annessa la morte. Se, con l’aiuto di Dio, vinciamo il peccato, eviteremo la condanna e la maledizione eterna. Gesù e Maria ci danno la strada dell’ubbidienza assoluta a Dio. Vediamo qual è la tattica satanica per indurci a peccare, perdere l’amicizia divina e diventare schiavi del Maligno in eterno.

I punti cardine dellazione satanica sono:

a) negare Dio;

b) negare il peccato;

c) negare la morte.

Questi punti hanno fatto breccia sia su Eva che su Adamo. Egli è la Negazione in persona e usa sempre e dovunque la stessa tattica. Ma non sempre vince. Con Gesù e Maria infatti, ha perso.

a) Per negare Dio getta il dubbio su di Lui ed esalta l’io per gonfiarlo di superbia: “Sarete come Dio!”. Essere ben di più di quel che si è, e addirittura come Dio, affascina e lusinga. Si cade così nella superbia: l’io si riempie di sé e Dio scompare dalla coscienza: non c’è posto per Lui.

b) La negazione del peccato viene dalla convinzione blasfema che Dio è geloso dell’uomo e non ha diritto di proibire quanto all’uomo piace di possedere. Il frutto proibito è così buono! Chi comanda su di me, sono io e non Dio. Io sono libero di fare quello che voglio. Io sono come Dio! Non è peccato essere liberi! Non è peccato essere come Dio!

c) Negare la morte è importantissimo per togliere ogni timore di perdere la vita e i suoi beni: “Non morirete affatto! Anzi, si apriranno i vostri occhi…”. Bisogna dare l’illusione che con la disubbidienza a Dio non si perderà nulla, anzi si avrà un incalcolabile guadagno, diventando “come Lui”.

A guardar bene, questa tattica Satana la mette in atto continuamente in tutti i tentativi che fa per oscurare il Cristianesimo (idolatria, gnosi, massoneria, relativismo, islam, buddismo, induismo, reincarnazione, New Age, Meditazione trascendentale, etc.

La sua arma è la menzogna: in lui non c’è verità (cfr. Gv 8, 44).  Chi ascolta Satana, diventa solidale con l’omicida e padre della menzogna; ne condividerà la divina condanna. Così è avvenuto per i nostri progenitori e la loro discendenza; così avverrà con tutti coloro che si oppongono alla verità, coscientemente.

Costoro resistono allo Spirito Santo: bestemmia per cui non c’è perdono. Solo una sincera conversione potrebbe metterli nella via della Salvezza. Ma Satana si oppone fortemente, arrivando a perse-guitare e uccidere coloro che annunziano in Cristo la verità che libera e salva. Egli, con menzogna e violenza, sa ben difendere il suo regno di maledizione e di morte!

Gesù sapeva molto bene contro chi veniva a combattere e con la sua assoluta fedeltà al Padre e la perfetta obbedienza, ha vinto tutte le volte che fu tentato. Prima di morire per espiare la colpa delle origini e tutte le altre, promise il dono dello Spirito Santo e rivelò: “egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato”  (Gv 16,8-11). Spieghiamo:

a) quanto al peccato: lo Spirito Santo fa prendere coscienza del peccato, soprattutto l’incredulità, per la quale non si crede di aver bisogno di perdono e di misericordia. Cadono in questa “durezza di cuore” tutti coloro che giustificano il loro peccato e non si convertono. Solo un miracolo di luce abbagliante come fu per Saulo sulla via di Damasco potrà salvarli;

b) quanto alla giustizia: solo alla luce dello Spirito Santo si può capire il valore redentivo della croce di Gesù e della sua giustificazione nei nostri confronti. Egli è la nostra giustizia; ha inchiodato sulla croce il decreto della nostra condanna; si è fatto “maledizione” per noi. Ma chi crede in lui sarà salvato;

c) quanto al giudizio, lo Spirito Santo va separando coloro che sono di Cristo da coloro che appartengono a Satana, principe di questo mondo di tenebre e di peccato.

Il Regno appartiene a Cristo, che vinto Satana, gli strappa l’armatura e ne distribuisce il bottino. In questi duemila anni di Cristianesimo, miliardi di persone si sono salvate, aderendo a Cristo. Altre lo saranno ancora. Presto il principe di questo mondo “sarà gettato fuori” (Gv 12,31). E allora si vedrà da tutti che l’unico Re è il Signore Gesù.

Per vincere contro Satana, non basta il Vangelo. La Parola di verità che libera e salva è importantissima; tuttavia non basta. Adamo ed Eva erano sapienti di scienza infusa eppure caddero. Ci vuole la potenza dello Spirito Santo, che ci mantenga nell’amore a Dio Padre e dunque nell’obbedienza ai Suoi comandi; e nell’amore al Verbo incarnato e dunque nella fedeltà alla sua parola. “Se rimanete in Me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato… Rimanete nel mio amore” (Gv 15,7.9). Lo Spirito è l’Amore sussistente, la Comunione perfettissima tra Padre e Figlio. Egli ci immette nell’abbraccio tra i due, abbraccio che ci santifica.

Qui Satana non può entrare; qui si rivelano tutte le sue menzogne; qui vengono meno tutte le sue seduzioni. Ecco perché l’amore è la potenza vincente. È la forza che salva e trasforma il mondo. Gesù non è venuto a fondare un nuovo impero. Il suo Regno non è di questo mondo. Non ha bisogno di troni e di eserciti per imporre il suo dominio e la sua autorità. Il suo trono è la croce, la sua autorità è il servizio umile di chi dà la vita per gli altri. Gesù ha solo bisogno di persone che amano: questi sono i suoi sudditi, qui sulla terra e lo saranno anche nel suo Regno eterno nel Cielo. Prima di salire al Padre, Egli ha promesso il dono dello Spirito ai suoi discepoli. Cosa che si realizzò a Pentecoste.

È proprio lo Spirito Santo che infonde il fuoco dell’amore e dà la forza di testimoniare il Cristo fino al martirio, come è dimostrato da due mila anni di Cristianesimo. Lo Spirito è Fuoco che tutto incendia e trasforma in luce e calore. Contro di Lui nessuno può prevalere. Le tenebre non possono vincere la luce, né il gelo può raffreddare le fiamme dell’amore. Chi è unito a Cristo vincerà. E sulla sua Chiesa, le potenze delle tenebre non potranno prevalere, perché Cristo è presente in essa.

La tattica vincente è:

a) affermare Iddio, tenerlo presente sempre e obbedire umilmente ai Suoi comandi;

b) prendere coscienza del peccato e convertirsi mediante adesione a Gesù, alla sua parola, alla sua Chiesa, ai suoi Sacramenti;

c) non temere e non negare la morte, perché l’amore di Cristo risorto ci libererà anche dalla morte e ci darà la vita eterna.

 


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