Shemà. Questa domenica è un un giorno di grande speranza per l’umanità


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

domenica 4 ottobre 2020

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Questa XXVII domenica del tempo ordinario ci offre un invito, sostanzialmente, a vivere nella pace, nella serenità. Nella seconda lettura ascoltiamo infatti l’apostolo Paolo che, nella lettera ai Filippesi, ci esorta: “Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti“. Nella pace, nella serenità, quindi, possiamo compiere quello che è vero, giusto, puro, amabile, quello che merita lode.

Diventare costruttori di pace è la chiamata di ogni cristiano: oggi è il giorno anche in cui ricordiamo S.Francesco, il santo patrono della nostra nazione, ma anche il più amato nel mondo, perché ha saputo essere fratello di tutti, semplicemente vivendo il Vangelo, vivendo la chiamata di ogni cristiano: essere costruttori di pace.

Ieri sera il papa ha celebrato una messa ad Assisi e ha consegnato al popolo cristiano la sua nuova enciclica sulla fraternità, un valore che dovrebbe essere fondamentale per noi cristiani cattolici: sentirsi fratelli e sorelle di tutti, costruttori di pace nell’umanità.

Il testo del Vangelo di oggi, ci porta a Gerusalemme, dove Gesù racconta una parabola sulla vigna, destinata ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo.

Come domenica scorsa, troviamo un’altra parabola che ha come tema la vigna. Il profeta Isaia (5,1-7), che la liturgia ci propone come prima lettura, ci descrive un vero e proprio cantico d’amore da parte di Dio per la vigna dalla quale non ha ricavato frutto, ma solo un crescendo di violenza e di morte.

La vigna del Signore è, di fatto, la comunità dei credenti, amati da Dio, che però sono così lenti ad accogliere il suo amore! Ecco allora che questa parabola ci offre una proposta interessante: possiamo essere come i destinatari dei quali parlava Gesù e perciò avere la prospettiva che Gesù dichiara loro: vi sarà tolta la vigna, cioè vi sarà tolta la possibilità di vedere i frutti e di gustarli e data ad altri! Ma possiamo invece accogliere l’atteggiamento di Gesù, il Principe della pace e diventare anche noi costruttori di pace. Gesù apre il nostro cuore alla pace, oggi, che è sempre una nuova possibilità di vita, perché è sempre altro rispetto ai nostri meccanismi vendicativi in nome di una giustizia in cui vince sempre il più forte. Gesù si è messo tra gli scarti, tra gli scartati della società per dirci, col suo dono, che la cura, l’attenzione gli uni per gli altri, questa sarà la via più vera e più concreta per vivere in pace.

Oggi allora possiamo celebrare insieme la gioia di essere chiamati a costruire la pace, perché questa domenica è un un giorno di grande speranza per l’umanità, un giorno in cui possiamo affermare insieme che la vigna del Signore può portare frutto, perché esiste ancora qualcuno che crede nella pace, che spera nella bontà degli altri, che si impegna, come questo padrone della vigna, a stare attenti alle piccole cose, ad avere cura dagli ultimi, non per meriti personali, ma perché il Signore suscita in noi la cura per la sua vigna, per il suo popolo. 

Preghiamo insieme le parole del Salmo 79: “Dio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato, il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. Da te mai più ci allontaneremo, facci rivivere e invocheremo il tuo nome. Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi“. Amen. Buona domenica!

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 

LE LETTURE DEL GIORNO

Prima Lettura

Is 5, 1-7Dal libro del profeta Isaìa
Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non andarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

Salmo Responsoriale 79

RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.Hai divelto una vite dall’Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l’animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Seconda Lettura

Fil 4, 6-9

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Vangelo

Mt 21, 33-43

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».


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