Shemà. Commento al Vangelo dell’8 ottobre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 11,5-13

giovedì 8 ottobre 2020

 Il vangelo di oggi continua a illustrarci il tema della preghiera, iniziato ieri con la contemplazione di Gesù in preghiera, che suscita il desiderio dei discepoli, al quale Gesù risponde insegnando loro la preghiera del Padre Nostro. Ieri abbiamo visto che questa preghiera dice la nostra identità: siamo figli di Dio, possiamo quindi entrare in una relazione di fiducia verso di Lui, ma anche verso tutti gli altri esseri umani perché il Padre è Nostro, è Padre di tutti. Oggi la liturgia invece approfondisce l’insegnamento sulla preghiera e ci ricorda che la bellezza e l’efficacia della preghiera viene dal dono dello Spirito Santo. Per essere attraente come quella di Gesù, per essere un autentico dialogo confidente col Padre e quindi il segno della nostra identità più profonda, del desiderio che abita il cuore dei credenti di assomigliare a Gesù nella sua relazione con Dio, per essere tutto questo, la preghiera ha bisogno di essere immersa nel dono dello Spirito, che è la forza della fede. Pregare il Padre è quindi un atto di comunione nello Spirito, col padre e tra noi, ma anche un nostro atto di fede, che si compie nella grazia dello Spirito Santo. Nella prima lettura, tratta dalla Lettera ai Galati 3,1-5, San Paolo ce lo mostra con una serie di interrogativi, un crescendo di provocazioni che ci portano a concludere che se non c’è il dono dello Spirito Santo perfino le nostre preghiere sarebbero uno sterile legalismo, senza vita, senza bellezza. Nel Vangelo, Gesù racconta una parabola un pò strana perché si tratta non di una vera storia, ma di un’ipotesi, un esempio, una domanda: tu cosa ne dici, se qualcuno viene a mezzanotte a importunarti per chiederti qualcosa, cosa faresti? A dire che la preghiera è una provocazione, ci importuna perché possiamo aprire il cuore alla generosità. Questo è per noi un allenamento alla bellezza, perchè la preghiera dischiude ciò che è chiuso in noi, come in uno scrigno in cui ci sono tanti gioielli, che noi teniamo lì. E abbiamo bisogno di essere provocati nella generosità per scoprire la bellezza che abita in noi. Ma quì Gesù si riferisce al Padre: è Dio che aspetta la nostra preghiera, che desidera che noi chiediamo: “chiedete e vi sarà dato, butssate e vi sarà aperto“, Dio desidera la nostra preghiera perché la sua gioia è quella di facri felici. E’ come ci capita, non so se avete mai fatto caso, quando facciamo un regalo a un bambino: quando prende il regalo ed è felici di riceverlo, in realtà siamo più felici noi dei bambini che riceve qualcosa. E’ bello vedere la gioia degli altri nel dare ciò che noi possiamo dinare: Dio Padre è felice che noi abbiamo quel sorriso, quella gioia che ci viene quando riceviamo quello che abbiamo chiesto con tanta insistenza. Allora oggi Gesù ci assicura che Dio ci ascolta, che la felicità del nostro Papà del cielo è quella di vederci felici e questa è la più bella notizia che oggi possiamo ricevere: più noi chiediamo, più Lui fa in modo che noi possiamo ricevere! Quando? Quando sarà il tempo della nostra piena felicità. Allora iniziamo con gioia questa giornata sapendo che il Padre del cielo desidera aiutarci, sostenerci, rafforzare in noi il dono della fede, il dono dello Spirito Santo, per renderci più luminosi, più amabili, più belli, più affascinanti, radiosi…come Gesù. Buona giornata! 

Lc 11,5-13

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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