Quando gli stupratori rimangono impuniti per ragioni politiche e religiose


Di Lorenzo Capellini Mion

In Bangladesh circa 200 dei quasi 1.000 attacchi sessuali denunciati tra gennaio e settembre sono stati stupri di gruppo con annesse violenze e umiliazioni di ogni genere. Lo riporta lo studio fatto dal gruppo per i diritti umani Ain-o-Salish Kendra.

Oramai è un allarme nazionale, le proteste sono sempre più diffuse con centinaia di studenti e studentesse che sono scesi in piazza nella capitale Dhaka e in altre città al grido “Impiccate gli stupratori”.

Moltissimi stupri non vengono denunciati perché le donne temono di essere stigmatizzate in un clima di totale assenza di consapevolezza della gravità degli abusi sessuali e a causa del senso di impunità dei rei che godono della protezione per ragioni politiche e religiose.

E non solo gli stupri, si moltiplicano gli attacchi con l’acido usati per punire le donne nate libere nel posto sbagliato. Una vera pandemia che da qualche anno ha raggiunto Londra e che si propagherà.

No, con buona pace del globalismo ideologico le culture non sono tutte uguali.

 


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