Camminare secondo la carne o secondo lo Spirito: questo è il problema

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Camminare secondo la carne o secondo lo Spirito: questo è il problema. “Fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere” (Gal 5,19-21): queste sono opere che escludono dal regno di Dio.

Al contrario, “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (v. 22): sono questi i frutti che segnano la vita di chi per seguire Cristo ha “crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (v. 24).

Questi sono i Santi e così dovrebbero essere tutti quelli che si dichiarano cristiani. Putroppo, oggi i cristiani non si distinguono dai pagani: rapporti, convivenze, divorzi, aborti, liti in tribunale, droghe e suicidi… come tutti!

Se non c’è Cristo dentro il cuore, non ci può essere lo Spirito di Dio, ma solo quello del mondo, basato tutto sull’egoismo e le gratifiche della carne.

La verità ci rende liberi, a patto che l’amiamo. A volte invece, ci fa male: precisamente quando nascondiamo le nostre malefatte e ci rivestiamo di una veste dignitosa, come quei tanti farisei e scribi, nemici di Gesù, perché Egli rivelava loro di omettere “la giustizia e l’amore di Dio”. Queste cose invece ci danno vera dignità.

 

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