Shemà. Commento al Vangelo del 14 ottobre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 11,42-46

mercoledì 14 ottobre 2020

Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che rimprovera i farisei con parole dure, ma piene di amore, parole che lasciano emergere la verità lì dove non riusciamo a vederla più, perché queste parole sono come una luce che entra nel profondo del cuore. Si tratta perciò non tanto di parole di rimprovero verso i farisei, ma piuttosto verso l’atteggiamento dei farisei. Non contro le persone, ma contro l’atteggiamento che ciascuno di noi può assumere. Pensiamo solo a quante volte anche io e te, magari anche in nome di Dio, insistiamo in dettagli, prendiamo dei puntigli legati a norme formali e dimentichiamo la giustizia e l’amore; pensiamo a quante volte, non possiamo nasconderlo, pensiamo le nostre relazioni in base agli onori che riceviamo dalle persone, o cerchiamo riconoscimenti per qualcosa che facciamo, a volte lo facciamo anche con Dio, pretendendo che ci esaudisca per il fatto che osserviamo tante pratiche religiose. Ecco, Gesù, che ieri abbiamo contemplato come Maestro di libertà interiore, dichiara di non essere d’accordo con questo atteggiamento e per dire questo in modo più comprensibile assume un’immagine molto eloquente, quella dei “sepolcri imbiancati”. Ci fa riflettere questa espressione, perché si tratta di un’immagine che parla da sola: sepolcri, quindi luoghi di morte, in cui c’è una totale negazione di vita, ma solo nella propria interiorità, nel cuore, nel luogo in cui traggono origine e si portano a compimento le relazioni. Casa di cadaveri, che per la legge ebraica erano il massimo dell’impurità, ma con apparenza di integrità, di ordine, di purezza. Luoghi loschi, che, afferma il testo del Vangelo, non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo. Pensiamoci un pò: se la gente passa sopra ai sepolcri senza saperlo, per un ebreo questo significa che la gente diventa impura senza saperlo! Non potrà neppure purificarsi perché non sa di aver contratto impurità, nn sa di essere venuto a contatto con un cadavere! Questo vuol dire che tanti si fanno portatori di un contagio che non sanno di avere. Ovviamente il discorso per noi non è legato alle norme di purità ebraiche, ma alla lettura spirituale di queste norme. Mi spiego: chi assume un atteggiamento farisaico di fronte a Dio e agli altri, pieno di sospetti e di giudizio, riducendo Dio e il suo amore alla semplice osservanza di norme religiose, è responsabile di una contaminazione di morte subdola e ingannevole, perché non testimonia nel mondo la vera immagine di Dio che è Padre buono e misericordioso, ma diffonde una macchia indelebile nelle coscienze annunciando un Dio che non è Dio perché costringe, obbliga, non rende liberi e quindi non ama! Invochiamo allora oggi lo Spirito Santo perché sia Lui ad aiutarci, perchè la sua potenza venga in aiuto alla nostra debolezza ed elimini Lui in noi l’atteggiamento dei farisei, estirpi il contagio ingannevole e subdolo della menzogna, delle false immagini di Dio che avremmo potuto contrarre fino ad oggi e che, anche senza esserne coscienti, hanno potuto separare in noi la vita dalla fede. Il Signore che dà la vita, lo Spirito Santo, ci doni la grazia di essere, almeno per oggi, non dei cadaveri ambulanti che da come si comportano lasciano alimentare intorno a sè pensieri di inganno, di giudizio e di morte, ma persone vive, vere, se possibile anche gioiose, capaci di portare agli altri il respiro della vita e della speranza di cui in questi tempi abbiamo tutti bisogno. Buona giornata!

Lc 11,42-46

 In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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