“Una vita strappata così presto alla terra”. I vescovi di Calabria sulla morte di Jole Santelli

A cura di Angelica La Rosa

“La notizia della prematura scomparsa della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, addolora profondamente tutti i calabresi e suscita un sentimento di profonda tristezza di fronte a una vita strappata così presto alla terra”.

È quanto si legge in una nota stampa dei vescovi calabresi, a firma del presidente, mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace. La presidente Jole Santelli è deceduta questa notte a Cosenza.

“I vescovi calabresi – prosegue la nota – manifestano il loro cordoglio ed esprimono le più sentite condoglianze ai familiari, parenti ed amici, accompagnate dalla preghiera di suffragio perché Dio, per intercessione della Beata Vergine Maria, ottenga alla carissima Jole di contemplare la luce del volto di Cristo e irradiarla sul volto di chi l’ha amata e apprezzata e continua ad amarla nell’orizzonte del Risorto che vince la morte”.

Ricordiamo Jole Santelli con le sue stesse parole:

Raccontare la propria vita è sempre una sfida con sé stessi, un sforzo per tirare fuori dalla memoria ricordi ed emozioni da pesare con l’opportunità di metter da parte il superfluo.
Ci provo, certa che avrete la pazienza di leggerla e di perdonarmi qualche nota più personale.
Sono nata a Cosenza, prima di tre sorelle e, oggi, zia felice di tre meravigliosi nipoti. Ho imparato dai miei genitori Nicola e Imperia che la famiglia è sempre la base di partenza e l’approdo di ritorno.
Sin da piccola la mia grande passione è stata la politica, che ho respirato e ascoltato nelle piazze di una Calabria degli anni ’70, dove andavo in compagnia del nonno e di mio zio, Giacomo Mancini, per seguire i comizi elettorali che erano vere e proprie palestre di formazione.
Dopo la laurea in Legge, ho iniziato pratica legale presso gli studi legali Siniscalchi, Lagostena Bassi e Previti e così in pochi anni ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza fondamentale nell’Ufficio Legislativo del Senato. Qui, tra i tanti disegni di legge ai quali ho lavorato per il gruppo Forza Italia al Senato, e poi anche alla Camera, mi piace tirare fuori dal cassetto quanto fatto per la modifica dell’art.111 della Costituzione ,“Il giusto processo”.
La prima tessera di Forza Italia l’ho presa nel 1994 e da subito ho coordinato il dipartimento Giustizia del partito collaborando poi fino al 2001 con Marcello Pera, uomo moralmente e intellettualmente come pochi.
Nelle elezioni politiche del 2001, mi candido nella circoscrizione del Tirreno cosentino col sistema maggioritario e ottengo la più alta percentuale di consensi di tutta la Calabria e nei cinque anni successivi sono stata sottosegretario alla Giustizia. Un quinquennio intenso, duro e gratificante del quale, a dire il vero, mi è rimasta nel cuore l’organizzazione per il decennale della morte di Giovanni Falcone.
Alle elezioni del 2008 e del 2013 ottengo la riconferma alla Camera dei Deputati e, nei pochi mesi dell’esperienza del Governo guidato da Enrico Letta, ho la delega di Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fino a quando non mi dimetto e scelgo insieme al mio partito, Forza Italia, di passare all’opposizione con il gruppo di Forza Italia.
A marzo del 2018 sono stata rieletta alla Camera nel proporzionale in Calabria e dal 2016, fino allo scorso dicembre, sono stata vicesindaco di Cosenza.
Oggi, per una scelta del destino, sono candidata alla Presidenza della mia Regione, della mia Terra, ma non pensavo di doverlo fare schierandomi in prima fila, alla guida di una coalizione che come me vuole fortemente il cambiamento della Calabria. Quando, si è determinata la condizione per cui la candidata fossi io, mi sono trovata di fronte ad una scelta: abbandonare il campo, con un atto di pura vigliaccheria, oppure accettare e mettere alla prova tutti gli ideali che ho sempre decantato. Sapete tutti com’è andata.
Io combatto per la mia gente, per la mia Terra. Sempre.

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