Dire che ognuno può restare nella sua religione è una corbelleria utile a Satana…

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Nel disegno di Dio c’è di farci in Cristo figli e coeredi della sua gloria in cielo.

Per questo ci vuole prima l’annunzio del Vangelo e il Battesimo, che ci toglie il peccato delle origini e ci innesta la vita divina del Figlio e ci dà il sigillo dello Spirito Santo.

Nel cristiano c’è questa triplice inabitazione: il Padre che ci fa figli; il Figlio che ci redime col suo Sangue; lo Spirito che ci consacra e ci fa suo tempio e suoi testimoni. Tutti sono chiamati a diventare cristiani, eredi di Dio e pieni di Spirito Santo “il quale è caparra della nostra eredità“ (Ef 1,14).

Dire che ognuno può restare nella sua religione è una grande corbelleria, utile a Satana per mantenere il suo dominio sugli uomini che ancora non conoscono Cristo.

Dopo il Concilio l’impulso missionario si è affievolito; ci sono vescovi che si vantano di non aver fatto in tanti anni neanche un Battesimo, per rispetto delle culture indigene. Come potranno essi vedere la gloria di Dio?

L’ipocrisia è il lievito dei farisei: nasconde le reali intenzioni; ma un giorno tutto sarà rivelato.

La paura è un’altra mala bestia che paralizza coloro che si lasciano dominare; oggi si ha paura del coronavirus più che del peccato, perché non si ama Dio, ma la propria pelle.

È tipico di chi non ha fede; non sa che “perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati!”.

 

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