Foibe, i soldi del governo italiano ai titini e l’ostracismo odierno verso Norma Cossetto

A cura di Angelica La Rosa

“Lascia sgomenti il livore che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha dedicato nei confronti delle commemorazioni di Norma Cossetto, studentessa istriana violentata e poi infoibata da partigiani comunisti jugoslavi nelle terribili giornate successive al tracollo politico, militare e istituzionale dell’Italia conseguente all’8 settembre”, ha scritto Renzo Codarin, Presidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

“Subito dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo con L. 92/2004 ci furono momenti di civile confronto tra l’associazionismo della diaspora adriatica (auspice il Presidente dell’ Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Sen. Lucio Toth) e l’ANPI, con particolare riferimento al complicato intreccio che si registrò al confine orientale italiano nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale tra antifascismo, patriottismo, comunismo e velleità espansionistiche della Jugoslavia di Tito. In questi ultimi anni da parte dell’ANPI i toni si sono inaspriti, sono fioccate le polemiche contro il 10 Febbraio e non si è più cercato il dialogo, paradossalmente nel momento in cui per motivi anagrafici le fila dei reduci della lotta di Resistenza si sono assottigliate e l’ANPI ha aperto le iscrizioni a persone che ne condividevano i valori. Sembra proprio che queste nuove generazioni, cresciute lontane dalla guerra civile e nell’Italia pacifica e democratica, siano le principali responsabili di una campagna d’odio nei confronti di chi si adopera per rendere patrimonio della storia nazionale le tragiche vicende dell’italianità adriatica”, ha aggiunto Codarin.

“Come si può osteggiare come ha fatto l’ANPI a Pescara e ad Assisi un’intitolazione toponomastica ad una Medaglia d’Oro al Merito Civile assegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (sincero patriota e, lui sì, combattente partigiano) a Norma Cossetto appunto? Come può l’ANPI, astioso “guardiano della memoria” secondo la definizione di Giampaolo Pansa, insegnare i valori della Costituzione nelle scuole grazie ad un protocollo sottoscritto con il MIUR quando contesta con sempre maggiore frequenza le ricorrenze del Giorno del Ricordo (festività civile istituita con legge della Repubblica) e le commemorazioni di nostri connazionali trucidati o spariti nel nulla?”, ha concluso Codarin.

Per riflettere su questa drammatica pagina di storia e sulle responsabilità dell’allora governo italiano, proponiamo un intervento video che ricorda dei fatti che sono stati quasi occultatati…

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