L’AIFA e lo stato Leviatano che soppianta i genitori

Di Umberto Spiniello

E’ cosa nota che essere genitori è un compito arduo, ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una reale campagna per delegittimare il presidio educativo della famiglia, minando soprattutto il ruolo del padre. Se i figli dalla madre apprendono l’accoglienza e l’affettività, dal padre imparano il senso del limite, le regole morali, la sicurezza in società. Lo Stato, che si interpone tra genitori e figli, mina la libertà educativa sancita dall’articolo 26 nostra Costituzione.

La nota del 10 ottobre emanata dall’Agenzia italiana per il farmaco AIFA, un ente pubblico alle dipendenze del Ministero della la salute, sembrerebbe pericolosamente delineare una sorta di “leviatano” che scavalca di fatto la potestà genitoriale disgregando altresì quel senso del limite di matrice paterna.

L’ente in questione sancisce la diffusione senza limiti di età o di prescrizione medica  un controverso farmaco chiamato “EllaOne”(ulipistral acetato), la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo. In buona sostanza nessun genitore potrà impedire alla propria figlia di assumere un farmaco anticoncezionale\abortivo, anche in segreto! Inoltre si pone una questione culturale enorme, quella che papa Francesco  ha più volte definito come “cultura dello scarto” norme contro la vita nascente, spacciate per libertà e progresso.

Lascia perplessi anche l’ambiguità della terminologia usata dal direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini “a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze. Voglio sottolineare che si tratta di contraccezione di emergenza e che non è un farmaco da utilizzare regolarmente”. Di fatto non si capisce a quale “etica” il direttore faccia riferimento, ne tanto meno chi possa mai vigilare sull’utilizzo improprio di tale farmaco. L’obbiettivo più che etico sembra ideologico, con questa manovra lo stato scavalca i valori e le istanze morali che i genitori hanno la possibilità di trasmettere ai propri figli in materia di relazioni affettive e sessualità.

Infine il comunicato dell’AIFA tende addirittura al Malthusianesimo quando afferma grottescamente che “le madri adolescenti, infatti, hanno non solo meno probabilità di portare a termine gli studi e di conseguenza una minore possibilità di occupazione e di futuro inserimento nel mondo del lavoro, ma anche maggiori probabilità di crescere i propri figli da sole e in povertà. La gravidanza adolescenziale, inoltre, è associata a un più elevato rischio di morbosità/mortalità perinatale.”. In pratica per il nostro ministero della salute, un figlio è una disgrazia pari ad una malattia grave e che in più genera povertà! Risulta deprimente costatare che per il nostro governo,  le esigenze della famiglia, specie in tempo di pandemia e crisi economica, si riducano a scartare la vita e soppiantare il ruolo educativo dei genitori.

Questo pericoloso operato mina il futuro della nazione al fine di accontentare le ideologie dei partiti, ma forse alla nostra classe dirigente gioverebbe ricordare le parole di  Sir Winston Churchill “Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

 

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