Un libro per bambini che emana odore di zolfo

Di Maria Luisa Donatiello

Che esista una realtà invisibile all’occhio umano questo è rivelato.

Se solo si pensa al dono dell’angelo custode se ne può riconoscere la presenza e l’esistenza, eppure non lo si vede. Gli angeli, puri spiriti, sono creature di Dio, eppure non è dato a noi uomini di vederli.

Anna Franklin è autrice del libro, dal titolo all’apparenza fiabesco, Il mondo delle fate (Armenia, 2006, p.221), ma che di fiabesco non ha davvero nulla, anzi sembrerebbe emanare odore di zolfo.

Nella terza di copertina si definisce l’autrice esperta di magia e anche il sottotitolo del libro non consente equivoci circa lo stampo di questo testo: Tecniche, incantesimi e rituali per entrare in contatto con il loro regno.

L’autrice scrive nell’introduzione: “Gli esseri fatati abitano un regno chiamato “Regno Feerico” (il Regno delle Fate), Elphame o l’Altro Regno. Questo reame non è separato dal nostro, ma vi si sovrappone ed è invisibile, tranne che in circostanze particolari. […] Questo è un libro sulle vere fate, potenti esseri della Terra, dell’Aria, del Fuoco e dell’Acqua […] che rappresentano il potere e l’energia della natura stessa.”

Ebbene, la risposta a se esista o meno un regno delle fate così descritto sarebbe opportuno ricercarla in un pronunciamento della Chiesa a riguardo, ma che esista oppure no il punto nodale della questione resta l’indagine sulla natura di tale eventuale realtà e delle pratiche descritte in questo libro, quelle certamente condannate dalla Chiesa cattolica.

Pericolose e fuorvianti sono le affermazioni della Franklin: “Nella dottrina cristiana ogni spirito che non è né santo né angelo è considerato di origine demoniaca e le fate sono incluse in questa classificazione.”

Bisognerebbe spiegarle che ogni uomo che non muore da santo o martire ha sempre la speranza del Purgatorio e quindi della salvezza se muore in grazia, che gli angeli sono tutti creature di Dio e che come gli uomini hanno potuto esercitare il libero arbitrio divenendo alcuni di essi angeli decaduti come conseguenza della ribellione al Creatore.

Il libro è suddiviso in otto capitoli dedicati alla figura del camminatore tra i mondi, alle dimore degli esseri fatati, alle loro famiglie.

Particolarmente insidioso è il capitolo terzo interamente dedicato alle tecniche per contattare le fate.

Si legge all’inizio del capitolo: “Gli esseri fatati sono un tramite tra il mondo degli uomini e il mondo degli spiriti e passano rapidamente tra i due regni, anche se raramente sono percepiti dalla nostra vista poco acuta.”

Ma la vista acuta di cui parla Anna Franklin ce la dona soltanto lo Spirito Santo, sarebbe necessario che qualcuno glielo annunciasse.

Una lettura, questa della Franklin, da affrontare certamente con prudenza e appellandosi alla sapienza e al timor di Dio.

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