Voto postale negli Stati Uniti: manipolazioni e frodi in atto

Di Lorenzo Capellini Mion

Milioni di americani, vivi o morti, hanno già votato per posta. Persino gatti, come avrebbe potuto Cody micione che vive ad Atlanta a cui hanno recapitato la scheda con il cognome della famiglia che lo ospita.

Nel frattempo per dare qualche esempio delle manipolazioni e delle frodi in atto la polizia di una cittadina ad est di Seattle ha rinvenuto numerose schede elettroniche che erano state rubate dalle cassette postali e gettate via.

Un impiegato delle poste nel New Jersey è stato arrestato all’inizio di questo mese dopo che 1.875 lettere e schede per corrispondenza, sono state trovate in un cassonetto.

Circa 112 schede elettorali per posta sono state trovate in un cassonetto questa settimana a Jefferson, Kentucky.

In Pennsylvania impiegati delle poste sono stati arrestati accusati di aver buttato quintali di posta contenente voti.

Almeno 140.000 newyorkesi hanno ricevuto le schede recanti nomi sbagliati o inviate ad indirizzi errati.

E questa è la punta dell’iceberg, specie negli Stati dove in genere lo scarto tra vincitore e vinto è bassissimo. E senza contare la facilità con cui gente che non ne avrebbe diritto potrà votare o lo ha già fatto.

Una parziale buona notizia viene dal Michigan dove la Corte d’Appello ieri ha stabilito che le schede di voto in assenza devono arrivare entro il giorno delle elezioni, il 3 novembre, per essere conteggiate, ribaltando una decisione del tribunale inferiore che aveva prorogato il termine di 14 giorni.

La verità è che i Dem supportati dal giornale unico vero avversario di Trump sono disperati, le hanno provate e le proveranno tutte. Possono non dare nessun credito al presidente e possono pilotare i sondaggi e possono tacere degli scandali dei Bidens, coprire il passato scomodo di Kamala, e possono tacere l’entusiasmo che accompagna la cavalcata alla rielezione di Trump ma sono coscienti della realtà.

E ora non possono altro che barare.

Grazie al cielo la stragrande maggioranza di normali esseri umani si recherà a votare di persona ma vista la mole del voto per posta, favorito anche dal virus di Wuhan, il conteggio potrebbe durare anche settimane con tutto quanto ne deriva.

Se ottobre sarà caldissimo novembre sarà bollente. Ma falliranno.

 

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