Ci può mai essere fratellanza e pace vera fuori di Cristo?


Di Padre Giuseppe Tagliareni

Cristo “è la nostra pace” (Ef 2,14), eliminando il peccato con la sua carne immolata sulla croce per noi. Agli ebrei ha tolto la Legge fatta di prescrizioni che essi mal osservavano; ai pagani l’idolatria, l’ignoranza di Dio; ad entrambi l’inimicizia e il muro di separazione.

In Cristo si diventa creature nuove viventi per Dio e si superano divisioni e antagonismi, che portano la violenza.

“Per mezzo di Lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (v. 18). Questo è il fondamento incrollabile della fraternità cristiana, l’unica possibile, perché solo in Cristo si supera l’inimicizia e si tolgono i muri.

“Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (vv. 19-20).

Questa è la pietra su cui si può costruire la fraternità umana. Ci può mai essere fratellanza e pace vera fuori di Cristo?

La venuta del Signore è prossima. Ma egli tiene nascosti il giorno e l’ora. “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese” e cioè intenti a servire gli interessi del Regno con fede viva. “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli”. Ciò che addormenta o paralizza è il peccato mortale.


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