Dietro le mascherine occhi di anime perse!


Di Gian Piero Bonfanti

Se è vero il detto che “gli occhi sono lo specchio dell’anima” dobbiamo rilevare che attualmente l’anima della popolazione è  estremamente impaurita, totalmente incredula ed inevitabilmente rassegnata.

Camminando per le strade del centro di paesi e città si incrociano solo sguardi sbigottiti e afflitti.

Questo è il problema principale che sta ammorbando il nostro Paese: la rassegnazione e l’apatia.

Oggi tutte le notizie che ci giungono sono in funzione della pandemia, non ci sono alternative.

Non si parla ad esempio di sviluppo economico e di crescita produttiva, ma si parla di resilienza e di contenimento sprechi.

Non si parla di iniziative e programmi a breve o a lungo termine, ma si parla di limitazioni e restrizioni.

Non si parla di prevenzione della malattia, ma si parla solo di dispositivi per contenerla tramite delle poco utili mascherine e dei distanziamenti sociali.

È proprio questa l’ottica con la quale ragioniamo oggi, la stessa che nel giro di pochi mesi ci è stata imposta e che noi abbiamo fagocitato  accettatandola, facendola nostra  e che ora ci fa desiderare ciò che ci vogliono far credere sia per noi un bene.

Per essere più espliciti notiamo che per molti è  necessario e prioritario l’arrivo di un vaccino il più velocemente possibile, ma non viene fatta una vera campagna di prevenzione per non contrarre il virus.

Non si promuove l’assunzione di vitamine che possano fortificare l’organismo e si ritirano dal mercato medicinali che allo studio  sembra che possano guarire e contenere la malattia, come successo per esempio con  l’idrossiclorochina.

Ci chiediamo infatti se   un medicinale già in commercio, pluritestato,  possa essere potenzialmente una soluzione rispetto ad un vaccino non sperimentato, promosso e finanziato da un filantropo sospetto come Bill Gates.

Senza essere additati come complottisti, una cosa è certa: l’idea che l’unica soluzione a questa situazione sarà la vaccinazione di massa è un’ipotesi che sta  crescendo nelle menti di molti, che arriveranno al punto di desiderare l’inoculazione come se fosse per loro ossigeno.

Intanto anche persone molto in vista sono riuscite a guarire con farmaci, pensiamo per esempio a Donald Trump.

Notiamo però che fa più notizia il momento in cui le persone si ammalano rispetto a quando guariscono, lo abbiamo visto anche nei casi del settantenne Flavio Briatore, dell’ottantaquattrenne Silvio Berlusconi o altri.

È proprio questo approccio al problema, tipico di chi ci sta attualmente governando, che porta ad una sottomissione incondizionata, incontrovertibile ed a tratti desiderata.

Il messaggio che la nostra attuale classe dirigente ci sta inviando giornalmente è quello di far credere che chi è nella “stanza dei bottoni” stia facendo tutto il possibile e l’impossibile per affrontare la situazione e che tutti quanti debbano stare tranquilli e mascherati in attesa della “soluzione” che verrà proposta (senza fare allarmismi o parallelismi, l’ultimo che parlava di una “soluzione finale”, un certo Adolf Hitler, ha terrorizzato il mondo).

Permetteteci però di non essere allineati a questo pensiero.

Ci indignano quelle dichiarazioni che sempre più spesso sentiamo dai vari ministri i quali auspicano controlli nei domicili o di chi si esprime in merito alle istituzioni scolastiche come se fosse ad una festa al luna park.

La vita vera non sono i monopattini o le caprette per regolare l’erba.

I programmi di governo non devono essere fatti in funzione di un debito pubblico con l’estero per poi dover rimpinguare le casse statali con qualche sorta di tassa o di patrimoniale (si sta già parlando di reistituire la tassa sulla prima casa ad esempio).

Da un governo ci aspettiamo maggior autorevolezza, da non confondersi con autorità.

Non è con i coprifuoco o le restrizioni che la nostra amata Italia sarà salvata.

Servono le idee, la capacità, l’umiltà e le preghiere.

Si, bisogna tornare a credere nel trascendente ed essere maggiormente fatalisti per riuscire ad uscire da questa impasse laicista.

Tolta la fede e la speranza, continueremo a vedere anime perse negli occhi della gente.

 


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