I “santi segni” raccontati da monsignor Franco Giulio Brambilla


Di Angelica La Rosa

Un itinerario per gustare il sapore della vita, introducendo al mondo dei segni liturgici: per consegnare alle nuove generazioni il fuoco dell’esistenza.

E’ questo il contenuto del nuovo libro di monsignor Franco Giulio Brambilla, dal 24 novembre 2011 vescovo di Novara.

Monsignor Brambilla in “Praticare e raccontare i “santi segni” (Queriniana, p. 120, euro 8) riprende e rivisita il tema dei segni liturgici con gusto e linguaggio attuale, e ordina i “santi segni” raggruppandoli secondo la loro tonalità principale.

La mappa si apre con il segno della croce e si chiude con la benedizione. Questi fanno da cornice a tre gruppi di segni connotati dal loro tratto prevalente: segni corporei (stare in piedi, inginocchiarsi, battersi il petto, alzare e imporre le mani), segni creaturali (acqua, luce/fuoco, olio, pane e vino) e segni rituali (cero, cenere, incenso, vesti, campane).

Ne risulta un percorso sorprendente, che rinnova sapientemente i simboli, nutrendone il senso alla fresca corrente della sacra Scrittura e della tradizione liturgica della chiesa.


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