Il main stream vuole forgiare le menti e i costumi dei cattolici

Di Alberto Agus

I teologi della liberazione, figli del 68′, hanno le ore contate perché ciò che è avvenuto in questi giorni è straordinario e sta consentendo, anche ai più scettici o ingenui, di comprendere l’inganno satanico.

La praxis di origine marxista in campo teologico è chiara, ed oggi ancor di più.

Prima è necessario comprendere come si muove il nemico e poi cercare di individuare una via.

La strategia di potere, manipolatoria e gramsciana di cui sono vittima i cattolici da decenni è la seguente ed è naturalmente basata sulla dissonanza cognitiva finalizzata al trasferimento di contenuti contrari alla fede mediante la praxis.

Essa richiede in primis di evitare assolutamente lo scontro teologico diretto in termini di principi e punti dottrinali, ingannando i custodi della sana dottrina in merito alle loro buone intenzioni.

Il campo dello scontro e della modifica della dottrina avviene attraverso la politica, il sociale e la cultura con il kalashnikov della comunicazione spuria, laterale e di sistema.

Insomma il costume non verrà modificato attraverso una singola comunicazione, ma attraverso più comunicazioni culturalmente orientate, opinabili, figlie del mondo e di difficile e netta contestazione in quanto appunto spurie.

Attenzione quando parliamo di comunicazione laterale non intendiamo la singola comunicazione verbale ma l’insieme di fatti-atti che “comunicano un sentire” come ad esempio l’accoglienza da parte di prelati di personaggi lontani mille miglia dal sentire cattolico, l’avvallo di manifestazioni che in nuce sono contrarie al catechismo della Chiesa Cattolica.

Così, i teologi della liberazione assumono l’analisi marxista e ne applicano i postulati alle realtà sociali facendole passare per “Teologia”.

Vale poco allora andare ad analizzare concretamente quello che ha detto e non ha detto quel tal prelato o Vescovo o finanche Papa, perché la falsificazione avviene per il tramite della perfetta conoscenza ed utilizzo dell’intero sistema comunicativo, dove il coro delle voci è confuso e finisce per accodarsi alla parola più compiacente, all’errore e al peccato compiendo un ulteriore passo verso la dissoluzione.

Cosa deve fare il cattolico che vuole rimanere tale? E che obiettivi si deve porre per contrastare la crisi profondissima della fede che stiamo vivendo?

Prima di tutto pregare la Santissima Trinità e la Beata Vergine Maria.

Poi ci si deve porre il problema della salvezza della propria anima e della necessità di aiutarsi o meglio farsi aiutare nel confermare la propria fede da presbiteri che prediligono la trasmissione del contenuto delle fede alle cosiddette opere sociali. Ciò, evidentemente, non perché le stesse non siano utili e doverose per il cattolico ma in quanto le opere sociali e di bene, di per se stesse, non consentono di comprendere l’errore teologico o la falsificazione della dottrina in quanto neutre ed uguali anche ai non credenti.

Ciò invece avviene solamente attraverso la formazione cattolica.

Vi è poi la grande preoccupazione di confermare i piccoli nella fede di sempre, consapevoli che la battaglia è di ragione e di potere dove lo strumento della comunicazione main stream così come sopra intesa, forgia le menti e quindi il costume di vita.

Per aiutare i piccoli nella fede, che poi lo siamo un pò tutti, va adottata una strategia di comunicazione della fede chiara, netta e incontestabile, ugualmente dicasi della relativa dottrina sociale della Chiesa di sempre.

Poche parole chiare e nette ed altrettanti atteggiamenti chiari e netti che tagliando alla radice gli artigli alla comunicazione spuria, culturale e religiosa, alleata consapevole del nemico che ama il caos, il disordine e la falsificazione essendo lui il falsario per eccellenza.

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diego torre
1 mese fa

va adottata una strategia di comunicazione della fede chiara, netta e incontestabile, ugualmente dicasi della relativa dottrina sociale della Chiesa di sempre. Poche parole chiare e nette ed altrettanti atteggiamenti chiari e netti che tagliando alla radice gli artigli alla comunicazione spuria, culturale e religiosa, alleata consapevole del nemico che ama il caos, il disordine e la falsificazione essendo lui il falsario per eccellenza. condivido ASSOLUTAMENTE. INOLTRE BISOGNA EVITARE DI CITARE FONTI INQUINATE.

1 mese fa

Grazie Alberto. Come sempre continuiamo ad essere sentinelle che vigilano anche per avvertire di un pericolo.