Ceto medio a rischio. Estendere subito lo stop alle aste immobiliari su case, negozi e laboratori


Di Emanuela Maccarrone

La nuova ondata di pandemia suscita le preoccupazioni non solo dei cittadini ma anche alle associazioni che si attivano in tutela di quest’ultimi, quali i sindacati.

La notizia del non raggiungimento di un accordo sul blocco dei licenziamenti e sulla proroga della cassa integrazione richiesto da Cisl, Cgil e Uil al Governo preoccupa moltissimo.

I tre sindacati hanno sostenuto l’importanza che le “ulteriori 18 settimane di Cassa Integrazione annunciate dal Governo e il blocco dei licenziamenti devono camminare di pari passo”. I ministri, invece, hanno ritenuto utile rinviare la proposta, presentata dai sindacati, al Presidente del Consiglio e al Governo; al momento i sindacati attendono una convocazione a Palazzo Chigi per un confronto sulla questione.

Ma Uil fa notare anche un’altra questione: è “doveroso continuare, nell’emergenza, a sostenere con opportune misure il sistema economico e produttivo, utilizzando presto e bene le risorse della Next Generation UE, per creare nuovi posti di lavoro, dal momento che i dati Inps sul Precariato ci dicono che i rapporti di lavoro hanno subito una vera e propria debacle del 37,7% rispetto al 2019”.

Su quest’ultimo punto la Uil sostiene l’importanza di “un sistema di politiche attive orientato a rigenerare le competenze e formare lavoratrici e lavoratori sulla base delle reali necessità – presenti e future – del mercato del lavoro”.

Ma se da un lato è il lavoro a necessitare di interventi tempestivi, dall’altro la Caritas Ambrosiana manifesta l’urgenza di prorogare anche le esecuzioni immobiliari stabilite dal decreto legge ‘Cura Italia’ e in scadenza prima della fine di Ottobre. E’ quanto si legge sul sito dell’organismo pastorale.

Infatti, il direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, avvisa: “Ceto medio a rischio. Estendere subito lo stop alle aste immobiliari su prime case, negozi e laboratori e favorire l’esdebitazione delle famiglie incapienti. Inaccettabile che società di recupero credito lucrino sulla disperazione delle persone senza nemmeno pagare le tasse in Italia” .


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