Shemà. Commento al Vangelo del 25 ottobre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mt 22,34-40 

domenica 25 ottobre 2020 

 XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In questa trentesima domenica del Tempo Ordinario la liturgia ci fa contemplare il grande mistero di Dio che ci comunica la sua capacità di amare, facendoci capaci di rispondere al suo amore. Il Dio che ci ama e ci salva attraverso Gesù Cristo, non  si lascia solo pregare, ma si lascia amare da ciascuno di noi. Il Vangelo ci presenta la risposta di Gesù a un dottore della legge che, come leggiamo, gli pone una domada per metterlo alla prova. Non è l’unico studioso, questo dottore della Legge, a cercare un pretesto per condannare Gesù, ma questa domanda, dobbiamo riconoscerlo, non era facile per un rabbino come Gesù, perché il tema della gerarchia dei comandamenti era uno dei temi di cui si dibatteva molto tra i rabbini più esperti dell’epoca. Nella Torah, infatti, i comandamenti ammontano al numero di 613, quindi ogni rabbino si impegnava a dare la propria interpretazione e fornire il suo elenco dei comandamenti per stabilire una gerarchia valida, che rispondesse ai criteri della Scrittura e della Tradizione. Ora, se Gesù fosse stato un buon maestro, avrebbe dato la sua lista di comandamenti e sicuramente non avrebbe poturo escludere quello che tutti gli altri rabbini, esperti di Torah, ritenevano il comandamento più importante della Legge, cioè l’osservanza dello Shabbat, l’unico comandamento che Dio stesso aveva osservato (cf Es 20,11; Gen 2,3). Ma Gesù, questa volta, non entra nella questione dello Shabbat e, riprendendo i testi biblici del Deuteronomio (Dt 6,4-9) in cui si comanda di amare Dio e del Levitico (Lv 19,18b) in cui si comanda di amare il prossimo, dichiara con la sua inconfondibile chiarezza, che il suo insegnamento non intende stabilire un ordine o una gerarchia tra i comandamenti, ma, dare loro un fondamento a partire dall’amore, che dà forza, direzione, passione alla vita. Il nostro corpo non è solo capace di eseguire dei comandi, ma prima di tutto è capace di  innamorarsi di Dio, di amarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. Per questo tutto ciò che possiamo vivere di buono, di bello, anche di piacevole, tra noi esseri umani, se viene vissuto nella profondità di noi stessi e con tutte le nostre capacità umane, non ci porta mai alla confusione e alla superficialità. Così, quando l’essere umano percepisce l’amore di Dio, nella misura in cui lo accoglie, si sente riempito di una tale pienezza d’amore da anteporre Dio a tutto il resto. Se poi si avverte che questo amore è capace di raggiungere anche quella parte umana che è incapace di amare, e la trasforma, perché viene come attratta da ciò che prima non aveva neppure considerato, anzi, da ciò che aveva giudicato come indegno e ripugnante, allora cominciamo a vivere davvero la Legge di Dio, la Torah prende vita in noi, perché diventiamo presenza dell’amore di Dio gli uni per gli altri, fratelli nella condivisione, forza viva dell’amore che spinge avanti il mondo e che è la fonte vera di ogni progresso. Allora oggi preghiamo insieme con le parole dell’orazione di Colletta che la liturgia ci propone in forma opzionale: O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l’unica legge della vita. Buona domenica! 

Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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