“Sono infedeli. Sono maiali. Allahu Akbar”. Venti vittime in Tanzania nel silenzio mediatico


Di Lorenzo Capellini 

Kitaya, provincia di Mtwara.

Nel silenzio più assoluto del giornale unico, i terroristi islamici che operano nella provincia settentrionale del Mozambico di Cabo Delgado hanno attraversato il confine con la Tanzania, dove hanno bruciato case e hanno decapitato almeno 20 persone innocenti.

I video e le fotografie diffusi dai terroristi sui social media li mostrano mentre decapitano un uomo e gettano la sua testa sulla strada, mentre si sente dire da uno di loro che parla in swahili “non abbiamo niente a che fare con le prossime elezioni. Siamo qui, e stiamo per uccidere e lasciare le loro teste sulla strada. Sono infedeli. Sono maiali. Allahu Akbar”.

La furia jihadista ha già provocato la fuga, da zone una volta pacifiche di Mozambico e Tanzania, di oltre 420 mila persone che si ammassano nelle zone portuali per fuggire senza sapere né dove, né come, abbandonate da tutti.
Tanto per dire che evidentemente non tutte le vite dei neri contano.
E per dire che in Occidente siamo veramente come dei ciechi condotti da ciechi.


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