Il male avanza, ma Dio sta tessendo la parte buona del ricamo


Di Emanuela Maccarrone

Una lettera sconvolgente quella scritta dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò e rivolta al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il Monsignor rivela uno scenario raccapricciante riguardo le sorti del mondo.

In base a quanto si legge nella lettera, quello che si sta vivendo fa parte del piano Great Reset mondiale che, attraverso una dittatura sanitaria, vuole limitare i diritti e imporre un Nuovo Ordine Mondiale.

L’accorato appello al Presidente degli Stati Uniti è per l’Arcivescovo un segno di speranza verso l’unico Presidente che “ha chiaramente affermato di voler difendere la Nazione, One Nation under God, le libertà fondamentali, i valori non negoziabili oggi negati e combattuti”.

Questa lettera informa, ma è anche un invito a riflettere e a usare l’arma della preghiera contro le potenze degli inferi, come ricorda San Paolo con ‘L’armatura di Dio’ in Efesini 6:13.

E’ un momento storico particolare quello che l’umanità sta vivendo, il male sembra avere la meglio ma come ci ricorda San Giovanni Paolo II: “Il male è sempre assenza di un qualche bene che dovrebbe essere presente in un dato essere, è una privazione. Ma non è mai la totale assenza di bene. Il modo in cui il male cresce e si sviluppa sul terreno sano del bene costituisce un mistero. Mistero è anche quella parte di bene che il male non è riuscito a distruggere e che si propaga nonostante il male (…). In definitiva si arriva così, sotto lo stimolo del male, a porre in essere un bene più grande” (cit. Memoria e identità, Editrice Rizzoli).

In questo contesto mi sembra utile il bellissimo esempio di San Pio da Pietrelcina: “Perché il male nel mondo? «Sta bene a sentire…C’è una mamma che sta ricamando. Il suo figliuolo, seduto su uno sgabelletto basso, vede il lavoro di lei; ma alla rovescia. Vede i nodi del ricamo, i fili confusi… E dice: “Mamma si può sapere che fai? È cosí poco chiaro il tuo lavoro?!”. Allora la mamma abbassa il telaio, e mostra la parte buona del lavoro. Ogni colore è al suo posto e la varietà dei fili si compone nell’armonia del disegno. Ecco, noi vediamo il rovescio del ricamo. Siamo seduti sullo sgabello basso”.

Noi stiamo guardando il rovescio del ricamo, mentre Dio sta tessendo la parte buona che mostrerà al momento in cui interverrà per creare “un nuovo cielo e una nuova terra”, come è scritto in Apocalisse 21,1. Questo per dire che tutto è sotto il controllo di Dio. Le vicende che stiamo vivendo stanno seguendo un ordine da Lui previsto.

Dinanzi  a questi accadimenti è possibile per noi cattolici constatare che i fatti stiano confermando quanto annunciato nelle apparizioni di Maria Santissima, da Fatima a Medjugorje.

Forse il momento del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, se non è imminente, è alle porte?

Solo Dio lo sa, a noi spetta mantenere salda la fede e come ci ricorda Gesù nel vangelo di Matteo, “riuscire a discernere i segni dei tempi” (Mt 16, 1-4).


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Tutte cose giuste quelle che dice Viganò: ma è il suo compito di Pastore?
Quanto poi ai suoi scriteriati attacchi al Concilio Vativano II, sono tali da vanificare quanto di buono ha fatto finora. Ha acquistato un credito che sta usando male. E’ diventato un personaggio pericoloso quanto ciò che combatte. Una opposizione al male può operare in contrasto con i grandi Papi Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e Paolo VI? O dobbiamo diventare tutti lefebvriani? Io non ci sto!
Bruno PD