Shemà. Commento al Vangelo del 1° novembre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: domenica 1 Novembre 2020

SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI 

Oggi è la solennità di tutti i santi, cioè di coloro che hanno trascorso la vita lasciando in noi, nella nostra storia, una traccia di bene, avvicinandoci a Dio. Il vangelo di oggi ci mostra la qualità di questa traccia stampata nella nostra vita, grazie alla fede in Gesù e alla comunione con la Chiesa. Nel testo ricorre infatti il termine che definisce meglio l’esperienza che i santi hanno vissuto e che desiderano comunicare a noi oggi e in tutta la nostra esistenza. Il termine quindi che caratterizza il dono che i santi oggi ci vogliono comunicare suona in greco così:  makairoi, che noi traduciamo come beati per rispettare la traduzione latina, e rende l’ebraico ashre –beato, termine col quale inizia il Libro dei Salmi, riferito all’uomo che cammina nella Legge del Signore. Ma, nella lingua ebraica, il termine ashre usato al plurale, indica “tutta la felicità”, la “felicità al sommo grado”. Beati quindi sono coloro che vivono in riferimento alla più grande felicità possibile. Ecco allora chi sono i santi: coloro che hanno capito che seguire Gesù significa camminare, non essere arrivati, ma avanzare, progredire nella più grande felicità possibile. Papa Francesco ce lo annuncia, nell’enciclica Evangelii Gaudium, al numero 1: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù…Essi sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento“. Gesù desidera donare a tutti la possibilità di essere felici, ed è per questo che in questo discorso, chiamato anche “discorso della Montagna” nel Vangelo di Matteo, che quindi si pone al vertice del suo insegnamento, Gesù proclama in qualche modo l’efficacia della Sua Pasqua nella nostra storia affermando che è Lui, il Crocifisso-Risorto che cambia il senso della storia, è Lui che assume la nostra umanità ferita e la guarisce, non l’abbandona in balia di forze oscure, non permette che il dolore la distrugga, ma nell’invitarci a vivere la povertà, la persecuzione, la mitezza, la misericordia come beatitudine, ci rende capaci di  proclamare con la vita che il Signore è veramente Risorto. Allora oggi rallegriamoci insieme a tutti santi perché Gesù Risorto, la potenza del Suo Spirito vivificante, capovolge in noi perfino quelle condizioni di vita che sono normalmente rifiutate e fuggite. Chiediamo allora oggi al Signore di poter partecipare alla gioia dei santi, di sperimentare anche noi, nella fede e nella comunione con tutti i credenti nella Chiesa, che davvero Cristo Risorto è la più grande gioia possibile anche oggi, in situazioni di prova e di grande fragilità. Che sia così per noi, per coloro che amiamo e per tutta l’umanità. Buona giornata! 

Mt 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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