Solo i peccatori pentiti del Purgatorio fruiscono dei suffragi dei viventi


Di Padre Giuseppe Tagliareni

2.11.2020. Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Coloro che hanno passato la soglia della morte non sono perduti e noi, i viventi, non siamo senza speranza.

C’è una vita ulteriore, promessa agli eletti di Dio. «Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio… i miei occhi lo contempleranno” dice Giobbe (19,25-27).

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio… i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti” (Sap 3,1.9). È promessa la vita eterna.

Il Signore “eliminerà la morte per sempre… asciugherà le lacrime su ogni volto” (Is 25,8).

Noi credenti “gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo” (Rom 8,23). Questo avverrà nell’ultimo giorno. Le anime invece, non muiono ma dopo il giudizio particolare vanno in Cielo se santi, all’Inferno se peccatori impenitenti, in Purgatorio se peccatori pentiti. Questi ultimi fruiscono dei suffragi dei viventi. È una grande carità pregare per loro.

Bisogna che impariamo a vivere e a morire in Cristo. È Lui che ci darà la santità e la vita eterna.

“Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,40).

Animati dalla fede, abbiamo la pietà anche per i defunti, che soffrono nel fuoco purificatore in attesa di vedere Dio.

 


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