Continuano le proteste violente contro Macron. Vandalizzati i luoghi del ricordo del genocidio armeno


Di Lorenzo Capellini Mion

Diverse case di famiglie indù sono state vandalizzate e date alle fiamme a Comilla, una città del Bangladesh, dopo che un uomo avrebbe mostrato sostegno alla Francia su Facebook.

Nel frattempo almeno 50mila persone, al grido Allahu Akbar e bruciando bandiere francesi ed effigi di Macron, hanno manifestato lunedì a Dacca chiedendo il boicottaggio dei prodotti francesi e invocando la guerra santa. Idem in Indonesia e Pakistan. Pandemia finita, suppongo.

Se manifestassero contro Trump quest’ultimo sarebbe stato crocifisso e le piazze brulicanti odio molto pubblicizzate, lo fanno contro l’idolo del globalismo Macron e noto un certo imbarazzo nel giornale unico ma mi sbaglierò.

Vorrei tanto che fosse vero è chiaro come il sole che non ci arrenderemo mai, che l’islamicamente corretto non si impadronirà del nostro futuro. La resa dei conti si avvicina.

Intanto, il Memoriale del Genocidio e il Centro Nazionale della Memoria armena di Lione sono stati vandalizzati e sfregiati con scritte e insulti pro-Turchia e anti Armenia.

La memoria profanata di 3.500.000 armeni, assiri e cristiani greci trucidati in nome del Corano nel genocidio che ispirò Hitler.

Chi tace e rinnega la storia ci condanna alla sua ripetizione.


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