Quelle spese sanitarie legate al Covid-19…


Di Gian Piero Bonfanti

Se analizziamo quanto emerso dal report dell’Altems, l’Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica di Roma, notiamo un dato interessante che riguarda le spese sanitarie legate al Covid-19.

Nella ricerca è stato stimato che il costo medio di spesa pubblica per un tampone per il coronavirus è pari a ca. 59 euro.

Chi effettua l’esame privatamente spende di media molto di più, ma prendiamo in considerazione per ora solo i dati della spesa pubblica, ovvero i soldi che provengono dalle nostre tasche.

I dati emersi hanno sottolineato anche una variazione di costo a seconda del luogo in cui vengono effettuati i test.

Per esempio in Veneto il costo medio è di ca. 89 euro mentre in Basilicata e Calabria il costo medio è di ca. 35 euro.

Calcolando quanti sino ad ora hanno effettuato l’esame si potrebbe stilare una media approssimativa, tenendo presente però che i costi effettivi risulteranno molto più elevati, vista l’incidenza predominante delle regioni considerate maggiormente a rischio.

Considerando una media di 200.000 tamponi al giorno, il costo medio per queste analisi ammonterà all’incirca a 12 milioni di euro, ai quali si devono aggiungere i costi di ricovero nelle strutture pubbliche per chi vi necessita, quelli elevatissimi di terapia intensiva, di personale ospedaliero, di strutture, farmaci e tutto quello che ne consegue.

Si pensi solo che per ogni ricovero in terapia intensiva, come dichiarato ultimamente il dott. Guido Bertolaso, alla struttura ospedaliera vengono riconosciuti ca. 2000 euro al giorno.

In conclusione, “l’industria sanitaria” sembra essere uno dei pochi settori che sta lavorando molto grazie a questa pandemia, mentre quasi tutto il resto del mondo lavorativo subisce un calo ed è assoggettato alle decisioni di pochi non eletti.

Invece di favorire una campagna preventiva si continua a parlare di emergenza e di dispositivi di sicurezza, mettendo in atto misure poco utili e dispendiose.

Per non pensare male si potrebbe supporre che vi sia poca competenza da parte di chi ci governa, ma la girandola di soldi intorno al “vecchio carrozzone” è troppo elevata per poter derubricare il caso a semplice incompetenza.

Tutto ciò che è centralmente controllabile e che possa essere fonte di alti profitti è di primaria importanza per chi ci amministra.

L’impresa privata invece è ostacolata, danneggiata, diremmo addirittura vessata, sia che si tratti di micro o di medie entità.

Ricordiamoci però che il tessuto sociale è caratterizzato da queste realtà che determinano la specificità della nostra amata Italia.

Alla luce di tutto ciò, pur riconoscendo l’importantissimo ruolo della spesa pubblica, soprattutto nel settore sanitario, ci chiediamo se tutto questo clamore intorno al caso Covid 19 sia per qualcuno una grande opportunità di guadagno.

Pur adottando le necessarie cautele verso un virus che ha messo in ginocchio il mondo, è necessario analizzare in modo lucido quanto sta accadendo intorno ai fatti.

Il dubbio che dietro alle comparsate del Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai suoi decreti emanati durante i weekend ci sia molto altro è una convinzione che man mano sta convincendo tutti.

Auguriamoci solo che dietro tutta questa campagna mediatica che sfrutta la paura della gente non vi siano solo lauti profitti.


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