L’incredibile vita di una donna cristiana in Pakistan


Di Emiliano Fumaneri

Tra le ultime uscite editoriali segnaliamo il libro di Zarish Imelda Neno: Una piccola matita. Vita di una donna cristiana in Pakistan (Berica Editrice, Vicenza 2020, collana: Uomo Vivo, pp. 92, € 14).

L’autrice è una blogger cattolica pakistana, fondatrice del Jeremiah Education Centre, un centro che assiste i bambini cristiani poveri e le loro famiglie. Ha studiato Economia in Pakistan, Business a Londra, Scienze Religiose a Roma. Dal 2019 vive in Italia.

Il libro, che si ispira fin dal titolo alle parole di Madre Teresa di Calcutta («Sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro. È lui che pensa. È lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve solo poter essere usata»), racconta con stile scarno ma estremamente essenziale le condizioni di vita dei cristiani pakistani. Nella Repubblica Islamica del Pakistan i cristiani rappresentano una piccola minoranza: appena l’1,6 per cento su una popolazione di 233 milioni di abitanti.

È forte la discriminazione nei loro confronti. Dopo l’11 settembre, racconta Zarish Neno, la persecuzione si è fatta particolarmente intesa, per non dire oppressiva. Il sentimento prevalente è la paura, in compagnia della quale i cristiani devono convivere quotidianamente. A scuola, al lavoro, nella vita di tutti i giorni. Si può dire che in nessun luogo i cristiani si sentano davvero al sicuro. Parlano a voce bassa anche tra le mura di casa, al telefono evitano di sollevare questioni religiose: le chiamate infatti potrebbero essere registrate e diventare il pretesto per accuse di blasfemia.

In Pakistan il codice penale punisce la blasfemia contro il Corano o il profeta Maometto con la detenzione a vita o addirittura con la pena di morte. Anche se finora non risultano persone giustiziate per blasfemia, sono numerose quelle imprigionate con accuse di questo genere.

Di fatto la legge anti blasfemia è uno strumento di persecuzione delle minoranze religiose. Tra i misfatti di questa legge va senz’altro annoverato il calvario toccato ad Asia Bibi – il cui vero nome è in realtà Aasiya Noreen –, la donna cristiana incarcerata dopo essere stata falsamente accusata nel 2009 di aver oltraggiato il profeta Maometto. Solo nel 2018 è stata assolta dall’accusa di blasfemia ma ha dovuto ugualmente lasciare il paese per timore di ritorsioni.

Zarish Neno provvede a ricordarci che la persecuzione è una realtà concreta e terribile per tanti fratelli nella fede. Ma la sua è tutt’altro che una disperata narrazione. La sua penna sa dare risalto agli sprazzi di luce e di bene (come ad esempio la presenza di musulmani di buona volontà solidali coi cristiani o ancora di islamici che onorano e pregano la Madonna) che episodicamente si fanno strada in mezzo alla durezza della persecuzione. E per giunta, cosa ancor più notevole, riesce anche a trasmettere quell’impasto di forza e soavità che è il vero marchio del Vangelo.

L’autrice di Una piccola matita sa che tutto è grazia, anche la persecuzione. Ma sa pure che la persecuzione va affrontata in piedi: a testa alta, con lo sguardo rivolto verso il cielo. A Dio solo bisogna chinare il capo consegnandosi in ogni cosa alla provvidenza amorosa del Padre e confidando in Gesù. Anche l’affidamento a Maria attraverso la preghiera del Rosario è una presenza costante nel libro.

Particolarmente toccante il capitolo finale che vede la blogger rivolgersi ai fratelli cristiani d’Occidente per incoraggiarli a resistere alle forme di persecuzione più sottili che ovunque nel mondo vanno diffondendosi sotto la forma della “dittatura del relativismo”.

Si può ordinare il volume attraverso il sito ufficiale di Berica Editrice o scrivendo una mail a ordini@bericaeditrice.it.

Il blog di Zarish Neno si trova invece a questo indirizzo: https://www.zarishneno.com/.


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