Certi diritti sono inalienabili anche durante la pandemia!


Di Emanuela Maccarrone

Il 4 novembre il Consiglio d’Europa ha celebrato il 70esimo anniversario della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

In questa occasione, i 47 Ministri degli Affari Esteri dei Paesi europei si sono riuniti in videoconferenza e hanno ribadito “il loro fermo impegno a difendere, attuare e rafforzare i valori, i principi e i diritti sanciti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

La Presidenza del Comitato dei Ministri europei, attraverso la DichiarazioneRispondere efficacemente a una crisi di sanità pubblica nel pieno rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto” (sostenuta da 43 Stati membri, Italia compresa), ha ricordato “che la Convezione, stabilendo diritti umani che non possono essere soggetti a deroga, fissa chiare linee di demarcazione che non possono essere oltrepassate, neanche in tempi di grave crisi della salute pubblica”.

Non viene meno l’impegno di tutelare il diritti alla salute. “La Dichiarazione sottolinea inoltre la necessità di tutelare il diritto alla salute per tutti, nonché altri diritti sociali ed economici come i diritti alla protezione sociale, all’istruzione e a condizioni di lavoro sicure e sane, sulla base dell’inclusività, della non discriminazione e dell’uguaglianza di genere”.

Il testo integrale è composto da 14 punti. Riportiamo solo qualche punto essenziale della Dichiarazione utile a capire alcune cose in questo periodo di restrizioni.

Il punto 7 della Dichiarazione, riguardo le limitazioni dei diritti in situazione di emergenza, come quella che si sta vivendo, chiarisce: “ Ribadiamo il nostro impegno nei confronti dei nostri obblighi internazionali. Durante una crisi e il conseguente stato di emergenza, le misure eccezionali adottate devono essere: strettamente necessarie, proporzionate, non discriminatorie, applicate solo per il tempo necessario e concluso una volta che la situazione si sarà normalizzata, in piena conformità con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e altri diritti umani, obblighi e in costante revisione”.

Al punto 8 la Dichiarazione conferma l’importanza del buon funzionamento dello Stato di diritto, sollecitando il ruolo dei Parlamenti: “Prendiamo atto che la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica possono essere protette efficacemente solo in una democrazia che rispetti pienamente lo Stato di diritto. Ciò richiede il controllo parlamentare di uno stato di emergenza dichiarato e della sua durata, e la revisione giudiziaria delle misure adottate al fine di evitare abusi”.

Lo stesso punto, poi, rimanda alla “Corte europea dei diritti dell’uomo valutare e decidere se le misure adottate dagli Stati parti siano conformi alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Il punto 11 ribadisce l’importanza dell’accesso alle informazioni e alla libertà di espressione “Riconosciamo l’importanza della società civile e la necessità di salvaguardare l’accesso alle informazioni e la libertà di espressione, in particolare in tempi di crisi sanitaria globale, quando la disinformazione e la manipolazione delle informazioni hanno messo in pericolo vite umane”.

Nello stesso punto si conferma l’impegno verso l’arte e la cultura, attualmente, penalizzate dall’emergenza: “In questi tempi difficili, dobbiamo sostenere il mondo delle arti e della cultura, che è di fondamentale importanza per preservare la coesione delle nostre società”.

Infine, il punto 12 specifica “Oggi riaffermiamo il nostro impegno per l’unità in Europa, nonché per una maggiore solidarietà tra le nazioni. Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno nei confronti dei principi dello stato di diritto e del godimento da parte di tutte le persone all’interno della nostra giurisdizione dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

Speriamo che non rimangano solo delle belle parole!

 


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