Negli Stati Uniti la violenza ritornerà prepotente ma non avranno la loro guerra civile


Di Lorenzo Capellini Mion

Hanno fallito come i loro sondaggi addomesticati.

E più fanno trascorrere il tempo per provare a celarlo alzando una cortina di fumo sulla realtà e più ci danno la conferma di saperlo.

I media che a spoglio appena iniziato hanno dato per vinto da Kamala uno Stato (Arizona, un esempio di ingegneria sociale che sembra diventato democratico grazie agli impenitenti liberals fuggiti dalla California) sono gli stessi che ancora non chiamano la vittoria di Trump in Stati dove oramai il distacco è incolmabile. Ci hanno messo ore ad assegnargli la Florida, tanto per agevolare la propaganda nel momento di massima audience.

Hanno perso ma fanno finta di aver vinto e si comporteranno come se lo avessero fatto sul serio, fino alle estreme conseguenze. Puntano su riconteggi del voto postale ritagliato su misura, ma non basterà.

Si arriverà alla Corte Suprema, e ora tutti avranno chiaro perché si dannavano contro la nomina di Amy Coney Barrett che ne ha completato l’organico. Come spero sia chiaro del perché i padri fondatori pensarono ad una repubblica costituzionale con un sistema di voto che impedisse la dittatura degli Stati più popolosi su tutti gli altri.

Falliti tutti gli altri mezzi, si è messa all’opera la più grande macchina della frode mai esistita, per dirla con Joe Biden, per far svanire la volontà della maggioranza degli elettori di alcuni Stati chiave.

Il sistema è corrotto, sofisticato e perverso ma si basa su un trucco. E ogni trucco, per quanto efficace ed impressionante, presto o tardi viene svelato da chi non si rassegna a restarne ingannato.

Appoggiati dal giornale unico e dalle milizie di Soros, Antifa a BLM, alzeranno il tono dello scontro, la violenza ritornerà prepotente ma non avranno la loro guerra civile. Perché le forze dell’ordine sono preparate ad ogni evenienza e perché i cittadini di buona volontà sono armati e tanto basta come ottimo deterrente.

È probabile che una volta svanito il miraggio di una vittoria artefatta punteranno alla concessione di un tacito condono per i crimini di cui sanno che sarebbero chiamati a rispondere. E sono tanti, crollerebbe un intero sistema fatto di rituali e riconoscibile dall’ostentato simbolismo.

Ma non si facciano illusioni, come noi non ce ne facciamo, perché questa è una guerra in cui non si fanno prigionieri.

Come la luce contro le tenebre, come il male contro il bene.  Alla fine resterà un solo vincitore.


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