Le ricadute negative di un campione dello sport che non è un campione nella vita…


Di Nicola Sajeva

Mi ritrovo spesso a ricercare, nel panorama della cronaca giornaliera, motivi validi a sostenere l’ipotesi di colorare di rosa il nostro futuro. L’ottimismo tiene aperti tutti i possibili condotti e lotta sognando vittorie definitive, cerca di non concedere spazi vitali al disfattismo qualunquista che continua a far crollare i castelli più belli che il cuore dell’uomo costruisce.

Non riesco a rassegnarmi, nonostante mi ritrovi spesso nei labirinti dove i conteggi delle possibilità di uscita palesino orizzonti fallimentari.

Il perverso compiacimento di dimostrare che ogni tentativo di risurrezione sia destinato a fallire, che ad ogni nostro sogno mancano le ali per spiccare il volo della realizzazione, indirizza i progettisti delle opinioni destinate a dominare la scena, porta i pescatori di perle a desistere dal loro esaltante lavoro.

Di tanto in tanto il mostro, alimentato dalle forze del Male, dà un colpo di coda e disperde tra le onde impazzite gli elementi sapienziali, costruiti con perseveranza dagli uomini di buona volontà.

Questa premessa per cercare di delineare una cornice idonea alle notizie che riguardano Diego Armando Maradona.

Chi ha fatto esperienza di un lavoro che porta a sentirsi responsabili della formazione umana delle generazioni che si affacciano alla vita, avverte, in tutta la loro complessità, le problematiche innescate dal dare in pasto all’opinione pubblica alcune figure…

Quando ci ritroviamo sulla strada dove ci si incontra, per dare e per ricevere, quando ci ritroviamo a gestire la bancarella dove vengono esposte le conquiste culturali e tutti i manufatti realizzati dall’esperienza delle precedenti generazioni, dovremmo avvertire l’onore e l’onere della nostra responsabilità di trasmettere solo valori positivi e quindi fondanti di una società più giusta.

Le vicende di Maradona, campione inarrivabile, non possono essere disgiunte dal Maradona uomo. L’atteggiamento rivestito di umanità, se volete anche cristiana, che deve contraddistinguere ogni nostro giudizio, non può non tener conto della ricaduta negativa che, sicuramente, coinvolge quella fascia di bambini e ragazzi facilmente influenzabili perché non hanno ancora raggiunto una maturità critica, capace di mettere in discussione e di vagliare le notizie offerte da tutti i mezzi di comunicazione.

Purtroppo denaro e sport molto spesso viaggiano sullo stesso binario; tutte le manifestazioni che gravitano attorno ad essi hanno abbandonato il filo della ragione e sono cadute tra le braccia della violenza.  Ed è così che lo sport perde il suo grande mordente educativo e diventa la cloaca dove scaricare tutte le frustrazioni esistenziali.

Porre dei paletti, per segnare i confini tra bene e male, non è segno di bigotto e ipocrita perbenismo, ma tensione a scoprire sentieri di luce e di rinascita anche per chi ha sbagliato…

 


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