“Morricone Segreto”, l’album postumo di un grande uomo di fede


Di Umberto Spiniello

Ieri 6 novembre è uscito un interessante album postumo di Ennio Morricone con 7 brani inediti. Il disco, curato dal produttore Pierpaolo De Sanctis, si chiama “Morricone Segreto” ed è pubblicato da Decca Records e Cam Sugar. Si tratta di una raccolta di brani del compositore che vanno dagli anni ’60 agli anni ’80 e che contiene anche sette composizioni inedite.

Ad impreziosire l’album troviamo le rivisitazioni dello stesso Morricone di alcune sue celebri composizioni, nella scaletta di ‘Morricone Segreto’ figura ad esempio anche una versione alternativa della colonna sonora del  ‘Il clan dei siciliani’ (film del 1969) più  moderna e rock, realizzata con chitarre elettriche distorte e batteria.

Il produttore Pierpaolo De Sanctis, che ha curato “Morricone segreto”, spiega che,  sebbene molta musica del maestro sia stata ristampata nell’arco degli scorsi dieci anni, è invece stata poco valorizzata tutta quella produzione musicale legata a film “minori” ma che ha aperto la strada a una generazione di musicisti venuti dopo di lui  e che lui ha influenzato. Tra queste figura Lui per lei, del 1972, un’incredibile colonna sonora che mescola sperimentazione, psichedelia, alternative rock e lounge.

In realtà il compositore romano ha spaziato in moltissimi generi ed è stato arrangiatore di canzoni celeberrime: Sapore di sale, Il mondo, Se telefonando. Tra questi generi quello che coltivava con più passione era la musica contemporanea (sia cameristica che orchestrale), che lui chiamava “musica assoluta” non tanto in senso Wagneriano, ma forse perché, nelle sue intenzioni, aveva valore di per sé, senza bisogno di un film perché fosse ascoltata. Da notare che proprio queste sue composizioni  trovano molte resistenze da parte di critici puristi del settore della musica colta.

Rilevante è anche il ruolo della famiglia nella realizzazione di quest’album postumo, difatti Morricone segreto è un’iniziativa fortemente voluta dai figli del maestro e con il supporto attivo della moglie Maria. Morricone, ha conosciuto la moglie nel 1950 ed è rimasto con lei fino all’ultimo dei suoi giorni, 70 anni senza scalfitture  ed insieme hanno avuto quattro figli. Il 25 febbraio 2007, dopo cinque candidature agli Oscar non premiate, gli fu conferito l’Oscar alla Carriera «per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per film», a consegnarglielo l’attore Clint Eastwood, protagonista dei film western di Sergio Leone, per i quali Morricone ha composto colonne sonore indimenticabili. In quell’occasione disse: «Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo e io la amo alla stessa maniera e questo premio è anche per lei».

Pochi critici e commentatori pongono l’accento su un aspetto chiave di Morricone e cioè che era convintamente cattolico e testimoniava la sua fede anche attraverso il suo lavoro, celebre la sua dichiarazione: “La musica è sicuramente vicina a Dio (…)La musica è l’unica vera arte che ci avvicina veramente al Padre eterno e all’eternità”. Queste sue parole trovano il suo profondo significato nell’ opera che meglio rappresenta il legame tra fede ed arte musicale: Gabriel’s oboe, colonna sonora del film Mission del regista Roland Joffé (1986) e ciò emerge attraverso una travolgente ispirazione: l’autore è entrato profondamente nella storia missionaria dei Gesuiti fra la tribù degli indios Guaranì del XVIII secolo.

Con Mission il maestro raggiunge il vertice dell’evoluzione compositiva nel cinema, dando vita ad un connubio rimasto insuperato tra elaborazione formale, tecnica polimodulare (la melodia armoniosa del coro contrapposta ai ritmi tribali delle percussioni) ed aderenza ai personaggi. In questo caso la fede non è un valore aggiunto per Morricone, ma la chiave di lettura della sua produzione musicale.


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