La “civile, aperta e tollerante” Grecia rasenta il masochismo: aperta moschea ad Atene


Di Angelica La Rosa

I 250 mila musulmani di Atene da pochi giorni hanno la loro moschea. L’edificio è stato aperto nella capitale greca a distanza di 14 anni dal finanziamento del 2006, quando furono stanziati 887mila euro di soldi pubblici.

La moschea è stata progettata per accogliere 350 musulmani, ma a causa delle restrizioni per il Covid il numero autorizzato di ingressi si ferma alla decina di persone.

Nonostante la ferma opposizione della Chiesa Ortodossa Greca, e nonostante il sentimento nazionalista anti-Turchia, i sostenitori della moschea l’hanno spuntata anche in tempi di Covid-19.

L’area che ospita la moschea è di 850 mq e, in origine, era di proprietà della Marina greca.

Il quarantanovenne sunnita Mohamed Zaki, greco di origini marocchine, è stato scelto come primo imam. Atene era l’unica capitale dell’Unione europea a non avere una moschea.

“Nonostante la memoria della conversione in moschea della basilica di Santa Sofia a Istanbul sia ancora fresca e la ferita ancora sanguinante, nonostante la violenza verbale, le intimidazioni e i ricatti di Erdogan, nonostante le comprensibili polemiche interne, ha aperto le porte ai fedeli la prima moschea finanziata interamente dal governo dal 1833”, ha commentato Lorenzo Capellini Mion. “Le culture non sono tutte uguali, alcune sono così civili, aperte e tolleranti da rasentare il masochismo”.

 


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