I giochetti di Palazzo dei nostri politici sono nulla rispetto a quanto accaduto negli Usa


Di Gian Piero Bonfanti 

Chiunque abbia viaggiato all’estero può testimoniare quale sia la considerazione che hanno gli stranieri di noi italiani.

Solitamente all’estero veniamo infatti  inizialmente catalogati come italiani pizza, mafia e mandolino.

Un marchio di fabbrica che ultimamente “rischiamo” di perdere.

Sì, perché quanto accaduto negli USA ci toglierà il primato dei “più furbi” e farà passare i nostri governanti come  dei principianti con i loro giochetti di Palazzo e le loro comparsate in televisione.

Ci riferiamo alle elezioni del Presidente degli USA ed a quanto abbiamo assistito durante gli spogli elettorali e quanto denunciato dal candidato Donald Trump.

Quanto accaduto difficilmente potrà ripetersi in futuro per la gravità dei fatti avvenuti.

Preoccupanti sono state le  dichiarazioni pre-elettorali rilasciate dagli esponenti del partito democratico e dal loro candidato Joe Biden.

Ricordiamo infatti una frase della speaker democratica Nancy Pelosi, la quale sfrontatamente,  durante una conferenza stampa a Capitol Hill il 29 Ottobre 2020, ha  dichiarato: “Sono molto sicura che Joe Biden verrà eletto presidente martedì.

Qualsiasi sia il conteggio finale dei voti. Il 20 gennaio si insedierà come presidente degli Stati Uniti”.

È anche  interessante vedere l’ormai famoso video dove Joe Biden dichiara: “Con Obama, abbiamo allestito la più estesa ed inclusiva organizzazione di frode di voti nella storia della politica americana”.

Ci chiediamo se le denunce poste in essere  dall’attuale Presidente Donald Trump in merito a presunti brogli elettorali  avranno delle conseguenze sulle elezioni, come appare probabile, alla luce delle  molteplici testimonianze di “accadimenti strani” durante gli spogli, come voti postali arrivati in ritardo e conteggiati poi tutti stranamente a favore di Biden, numeri di voti superiori al numero degli elettori, seggi interdetti agli osservatori, e via dicendo.

In sintesi le elezioni negli USA si sono apparentemente concluse, i media hanno decretato Biden come  vincitore anche se la partita non è ancora conclusa:  rimane aperta infatti  sul piano legale e mancano le proclamazioni ufficiali dei grandi elettori che avverranno a dicembre.

Lo spettacolo pietoso, in quello che viene considerato il paese più potente al mondo, ha dominato tutti i nostri programmi e notiziari nazionali.

Sia durante la campagna elettorale, sia in questi giorni notiamo che le notizie vengono diffuse in modo fazioso, arrivando persino a censurare le dichiarazioni del presidente in carica.

Ne sono un esempio i sondaggi, che prospettavano, a detta anche dei nostri organi di informazione, una vittoria netta del candidato democratico, cosa che non è avvenuta minimamente.

Ora gli USA potrebbero tornare ad essere gestiti dal partito  democratico e riprendere una linea politica che li caratterizzava prima dell’elezione di Donald Trump.

C’è da ricordare a tutti però che i presidenti statunitensi, Repubblicani e Democratici, dal 1945 a oggi hanno portato avanti almeno una guerra durante il loro mandato, ad eccezione di Donald Trump, il quale si è anche contraddistinto per le sue battaglie a favore  del fronte pro-life.

Ora la diga sembra rompersi ed in quel caso aspettiamoci un disastro come è stato nel Vajont nel 1963.

Difficile però pensare che il popolo americano se ne stia zitto e buono come abbiamo fatto noi quando ci hanno imposto i governi degli ultimi anni.

Preghiamo affinché i nostri amici americani possano riconfermare un governo valoriale e che possano superare questa impasse.

Sarebbe un peccato che un domani gli americani venissero etichettati come “abortisti, hamburger e corruzione”.

 


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Articolo ineccepibile dott. Bonfanti,
Ma vorrei porle una domanda, se posso.
Ammettiamo che la triste vicenda giunga alla Corte Suprema e che questa sentenzi la vittoria di Trump (che, nonostante penso sarebbe giusta e meritata, purtroppo vista la macchina di falsità messa in piedi, sarà difficile vederla approvata), non pensa che si scatenerebbe il finimondo di proteste, quasi una guerra civile che potrebbe arrivare fino all’eliminazione fisica dell’ancora attuale Presidente degli Stati Uniti?

Grazie Laura per il suo attento e preciso commento.
Effettivamente il rischio di quanto lei dice è molto alto e non si può escludere che questa situazione sia stata creata ad arte. Tuttavia la giustizia deve essere attuata e, se verrà riconosciuto che ci sono stati dei brogli come sembra che sia, è necessario che Donald Trump vada fino in fondo. Questo per la giustizia degli americani e non solo. Dall’esito di queste vicende dipenderanno le sorti del mondo, sia dal punto di vista politico che da quello etico e morale.