In vigore dal 10 novembre “Authenticum Charismatis”, ovvero la garanzia e l’affidabilità dei fondatori


Di Enzo Vitale

È del primo novembre la lettera apostolica in forma di Motu Proprio AUTHENTICUM CHARISMATIS firmata da Papa Francesco con l’intento di fornire ulteriore aiuto nel discernimento di veri e falsi carismi, nell’approvazione di nuove forme di vita consacrata e movimenti ecclesiali da parte dei Vescovi.

Le difficoltà che in questi anni hanno incontrato i Pastori diocesani nel discernimento per l’approvazione delle nuove forme di vita ecclesiale che possono nascere dalla fantasia dello Spirito Santo oppure seguire la voglia di protagonismo di alcuni, ha portato il Santo Padre a modificate il canone 579 del Codice di Diritto Canonico che è stato sostituito dal seguente testo: «Episcopi dioecesani, in suo quisque territorio, instituta vitae consecratae formali decreto valide erigere possunt, praevia licentia Sedis Apostolicae scripto data». Tradotto sarebbe: «I Vescovi diocesani, ciascuno nel proprio territorio, possono validamente erigere con formale decreto istituti di vita consacrata, solo con la previa licenza scritta della Sede Apostolica». Tutto ciò per evitare che «sorgano imprudentemente istituti inutili o sprovvisti di sufficiente vigore», come richiede il Perfectae Caritatis del Concilio Vaticano II.

La presente modifica, stante i dovuti passaggi canonici di pubblicazione, sarà in vigore dal 10 novembre 2020.

Richiamando nel testo della lettera il numero 130 della Evangelii Gaudium ricorda che «un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del Popolo santo di Dio per il bene di tutti».

Nella Sacra Scrittura – e in molti dei testi di Sant’Agostino proposti nel Breviario Romano alla lettura, in particolare, di sacerdoti e diaconi – non sono pochi i passaggi in cui si sottolinea come, i Pastori che guidano il Popolo di Dio, hanno il dovere di avvertire i fedeli circa l’autenticità dei carismi e l’affidabilità di coloro che si presentano come fondatori: «Il discernimento sulla ecclesialità e affidabilità dei carismi è una responsabilità ecclesiale dei Pastori delle Chiese particolari. Essa si esprime nella cura premurosa verso tutte le forme di vita consacrata e, in particolare, nel decisivo compito di valutazione sull’opportunità dell’erezione di nuovi Istituti di vita consacrata e nuove Società di vita apostolica».

Con la modifica esposta si dispone che «i nuovi Istituti di vita consacrata e le nuove Società di vita apostolica devono essere ufficialmente riconosciuti dalla Sede Apostolica, alla quale sola compete l’ultimo giudizio» e si fa notare che «l’atto di erezione canonica da parte del Vescovo trascende il solo ambito diocesano e lo rende rilevante nel più vasto orizzonte della Chiesa universale. Infatti, natura sua, ogni Istituto di vita consacrata o Società di vita apostolica, ancorché sorto nel contesto di una Chiesa particolare, «in quanto dono alla Chiesa, non è una realtà isolata o marginale, ma appartiene intimamente ad essa, sta al cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo della sua missione» (Lettera ai Consacrati, III, 5)».

 


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Prima ha snaturato con regolamenti assurdi ordini religiosi e congregazioni esistenti, ora vieta la nascita di nuove realtà. Chi non è modernista come Bergoglio non avrà riconosciuto il carisma! Dittatura ecclesiale.
Bruno PD