Ecco perché è inutile e liberticida il ddl sull’omotransfobia


Di Eleonora Bonfanti

In Italia esiste già un’ampia tutela legale contro ogni forma di discriminazione e di violenza.

Il nostro sistema giuridico non presenta alcuna lacuna.

Nell’ipotesi, ad esempio, che una persona commetta un qualsiasi tipo di reato verso un’altra persona solo perché questa é omosessuale, é già previsto un inasprimento della pena ex art. 61 comma 1 del codice penale (la cd. circostanza aggravante per futili motivi).

Anche nell’ambito lavorativo sono già previste corsie preferenziali, pensiamo alle quote arcobaleno ed ai “Gender Equality Manager” sempre più presenti in aziende multinazionali.

Anche dall’analisi dei dati ufficiali dell’Oscad (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori del Ministero dell’Interno) non si evince la necessità di creare una legge contro una pretesa omofobia/transfobia. Si rileva infatti una media di 26 casi di discriminazione verso gli omosessuali che vengono segnalati ogni anno in Italia.

Il nostro Paese é considerato al terzo posto fra i Paesi pù gay-friendly al mondo (dopo la Francia e la Gran Bretagna). Alla luce dei fatti e dei numeri non è giustificabile l’introduzione di una nuova legge in materia.

Riteniamo che creare delle corsie preferenziali per soggetti che a tutti gli effetti debbano essere in realtà considerati alla pari di tutti gli altri, sia uno degli attentati più gravi che siano mai stati fatti alla libertà.

Soprattutto per il fatto che questo preteso reato non é definito dalla legge che si vorrebbe approvare, e quindi rimane determinato da una percezione soggettiva, lasciata alla discrezionalità di chi sarà chiamato a giudicare e basato su fondamenti non scientifici.

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