Non si può amare ciò che non si conosce: riscopriamo il Compendio del Catechismo


Di Nicola Sajeva

Un salvagente gettato amorevolmente dalla barca di Pietro per raggiungere l’umanità che oggi sembra non essere più in grado di individuare l’approdo indispensabile per vivere con serenità l’esperienza della vita.

Insoddisfazione, depressione, vuoto, luci che sistematicamente si vanno spegnendo, incapacità di approntare progetti di speranza, fuga disordinata dalla realtà, convinzione di non potercela più fare, sono gli elementi caratterizzanti, ruoli che trovano facilmente attori disposti alla loro rappresentazione.

Questo salvagente è per tutti: viene lanciato senza un preciso orientamento, disponibile per quanti hanno volontà di salvarsi, di superare un momento di estrema difficoltà. Questo salvagente lo possiamo riscoprire in un libro che è stato dato all’umanità intera dall’attuale Papa Emerito Benedetto XVI.

Storicamente il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, questo è il titolo del libro, nasce dalla trepidazione di Giovanni Paolo II per il destino dell’umanità, dalla sua ansia di tentare tutte le terapie.

L’amore che è a fondamento di ogni gesto salvifico gli suggerisce di approntare uno strumento per promuovere la conoscenza del messaggio cristiano, qualcosa di semplice e chiaro, di facilmente consultabile, di pronta comprensione.

Per attuare tutto ciò non trova di meglio che affidarne la stesura ad una commissione presieduta dal cardinale Ratzinger, che nell’introduzione precisa: “Il Compendio può rappresentare un ulteriore sussidio per soddisfare sia la fame di verità dei fedeli di tutte le età e condizioni, sia anche il bisogno di quanti, senza essere fedeli, hanno sete di verità e giustizia”.

Una sorgente per andare incontro, per placare un’arsura che, nascendo dal profondo dell’animo umano, porta sofferenza nel cuore di ogni uomo di buona volontà, quindi bisogno, necessità, urgenza, ricerca onesta e non rinviabile di soluzioni definitive e inconfutabili.

La coincidenza della pubblicazione di questo testo con la solennità dei SS Pietro e Paolo è stata spiegata ancora da Ratzinger: “Questi apostoli hanno visto ciò che hanno predicato e hanno testimoniato la verità di Cristo fino al martirio”.

Semplicità e chiarezza sono state le indicazioni seguite dalla commissione; semplicità e chiarezza sono oggi le luci che ci permettono di procedere senza fatica e con estrema sicurezza nella scoperta o, spesso, nella riscoperta di una ricchezza che, da duemila anni bussa alla porta del nostro cuore di uomini.

598 domande molto semplici, che ipoteticamente potrebbero partire da ognuno di noi, riescono a “compendiare” i 2850 paragrafi del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Dopo aver esaudito la presentazione di tutte le verità di fede (145 pagine) il testo si sofferma sulla preghiere comuni (12 pagine) e sulle formule tradizionali della dottrina cattolica (2 pagine).

Un indice analitico e alfabetico facilita la ricerca degli argomenti indicando il numero della domanda con la relativa risposta.

Pedagogicamente ineccepibile perché riesce a mantenere alta la soglia dell’interesse, soddisfa la ricerca culturale e apre all’approfondimento perché, accanto ad ogni risposta sono indicati i numeri che fanno riferimento ad una trattazione più esauriente contenuta nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

La valenza didascalica delle 16 illustrazioni (icone, dipinti, miniature, mosaici) contenute nel volumetto è altissima: il lettore viene preso per mano e riesce a scoprire tutta la sorprendente ricchezza in esse contenuta.

Un salvagente per il cui uso non vengono date istruzioni particolari se non quella di evocare una ricerca della verità che dovrebbe essere presente nel bagaglio personale di ogni uomo.

Leggendolo scopriamo facilmente lo stile di Ratzinger: trasmettere la profondità nella semplicità, coniugare delicatezza e rispetto, valorizzare il particolare e saperlo incastonare sapientemente per arrivare alla comprensione, la più fedele possibile, del messaggio cristiano.

Non si può amare ciò che non si conosce: per superare la superficialità, per apprezzare il motivo di una appartenenza, per vivere da protagonisti, per non soccombere alla prima burrasca, prendiamo a volo questo salvagente che, dalla barca di Pietro, ancora oggi ci viene amorevolmente lanciato.

 


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